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Chiusura gelateria "Al Bancale", Bressa: «Un dispiacere per tutti, ma gli aiuti ci sono»

«Nessuno vuole negare le difficoltà delle attività economiche, ma non possiamo neanche negare le evidenze e non mettere in luce gli strumenti che sono realmente a disposizione delle attività economiche di Padova per cercare di far quadrare i bilanci del 2020»

«Dispiace sempre quando chiude un’attività nella nostra città, soprattutto per gli imprenditori e i collaboratori che sono coinvolti in un progetto che purtroppo non riesce a centrare i propri obiettivi. Non è vero però che non ci siano stati aiuti da parte del Governo e dell’Amministrazione Comunale per affrontare l’emergenza Covid come avrebbe affermato il titolare della gelateria “Al Bancale”. E infatti le altre attività simili che continuano a resistere dimostrano il contrario»: inizia così il lungo intervento dell'assessore Antonio Bressa sulla chiusura della gelateria di piazza dei Signori.

Precisazioni

Spiega Bressa: «Voglio essere molto concreto ed elencare i sostegni su cui un’attività come la sua ha potuto contare: contributi a fondo perduto per la riduzione del fatturato dell’attività, linee di credito con garanzia dello Stato e la possibilità di iniziare a rimborsare due anni dopo, credito d'imposta sulle spese di affitto la cassa integrazione straordinaria per pagare i dipendenti. Il Comune poi ha congelato tutti i pagamenti per dare ossigeno alle casse delle attività economiche e con risorse proprie ha ridotto la TARI secondo il periodo di chiusura dell’attività. A questo si aggiungono le iniziative di rilancio che pur in applicazione della stringente normativa Padova ha organizzato per rimettere in moto i consumi (color week, Ferragosto). Senza dimenticare infine i plateatici ampliati e gratuiti. Si potrà dire che forse gli aiuti per un’attività come la gelateria “Al Bancale” non siano stati sufficienti e una storia come questa deve sempre spronarci a fare di più e fare meglio, ma certo non si può dire che gli aiuti non ci siano stati o che siano stati finti. Ora poi ne sono anche in arrivo di nuovi, finanziati dal decreto agosto per le attività commerciali delle città d’arte. Nessuno vuole negare le difficoltà delle attività economiche che anzi conosciamo fin troppo bene, ma non possiamo neanche negare le evidenze e non mettere in luce gli strumenti che sono realmente a disposizione delle attività economiche di Padova per cercare di far quadrare i bilanci del 2020. Così come non si può negare la realtà di una piazza come quella dei Signori che commercialmente è diventata una delle mete più interessanti di Padova, sempre cresciuta negli ultimi anni. Tutto si può dire, ma non che sia a rischio spopolamento di persone».

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