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Dino Milanello

Dino Milanello

Piano vaccini, la denuncia di Anp Cia Padova: «Non considerati, si rischia il caos»

Il presidente dell’Anp Cia, Dino Milanello, denuncia una situazione a dir poco confusa, tra lettere di convocazione delle Ulss che non arrivano e un cronoprogramma nebuloso

«Stiamo ricevendo decine di segnalazioni di anziani preoccupati e disorientati. Vogliono sapere quando verranno vaccinati. Nessuno, nemmeno i medici di base, sa cosa rispondere loro, si rischia il caos più totale». Il presidente dell’Anp Cia Padova, Dino Milanello, denuncia una situazione a dir poco confusa, tra lettere di convocazione delle Ulss che non arrivano nelle case degli interessati (l’unico documento col quale si può accedere ai sei Cvp, Centri di vaccinazione di popolazione, dislocati su tutta la provincia) e un cronoprogramma nebuloso.

Pensionati e vaccini

Perfino il sito internet della Regione, alla voce “Emergenza coronavirus”, non presenta informazioni aggiornate sulle classi che saranno via via chiamate dalle autorità sanitarie competenti. In questo momento c’è solamente un’indicazione relativa alla popolazione fra i 55 e i 79 anni: “Si partirà con la chiamata della coorte dei 79enni (nati nel 1942) e proseguendo verso le coorti più giovani”. Stop. «Gli over 70, in particolare, vorrebbero essere messi a conoscenza del loro turno – commenta lo stesso Milanello - Vivono questa attesa con sentimenti di profonda angoscia. Ogni giorno che passa rappresenta un potenziale pericolo per la salute: alcuni soffrono di patologie importanti legate all’età, desiderano essere tutelati. Ci aspettiamo che dagli annunci roboanti adesso si passi davvero ai fatti. Non possiamo attendere oltre». A detta del presidente di Anp, «I pensionati ripongono ogni speranza sul vaccino. Tale protezione permetterebbe loro di recuperare una vita quasi normale. Questa incertezza, invece, non fa che accrescere uno stato di ansia perenne, che va di pari passo con la grande paura del contagio. E’ per certi aspetti clamoroso che a quasi una settimana dall’inizio ufficiale della campagna vaccinale, a cura della Regione, tuttora non esista un documento con evidenziati gli appuntamenti per le varie annate». Inoltre, «Vengano vaccinati subito anche i volontari che accompagnano gli anziani ai centri vaccini della provincia, oltre che alle visite mediche. Queste persone rappresentano un aiuto nelle situazioni di emergenza».

Servizi essenziali

Per quanto riguarda la categoria dei lavoratori nei comparti dei “servizi essenziali”, le cui somministrazioni dovrebbero iniziare dal 1. marzo, risultano incredibilmente esclusi gli operatori dei Patronati e dei Caf. Questi ultimi hanno sempre lavorato in presenza, pure durante il periodo del lockdown severo della scorsa primavera. «Non ci siamo mai fermati – osserva Massimo Lazzarin, responsabile dei Servizi alla persona Cia Padova – Con gli uffici dell’Inps tuttora chiusi al pubblico, i cittadini si sono rivolti in massa ai nostri sportelli per sbrigare le varie pratiche. Eppure, nonostante la continuità che abbiamo garantito con spirito di dedizione, non siamo ricompresi nella categoria dei primi vaccinati. Come se noi non fossimo esposti a dei rischi. In realtà – aggiunge – continuiamo a vedere le persone che, previo, appuntamento, si recano agli sportelli. Chiediamo che anche alla nostra categoria venga riconosciuto lo status essenziale e, conseguentemente, di poter accedere ai vaccini indipendentemente dall’età dei dipendenti».

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