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Martedì, 18 Gennaio 2022
Attualità Montagnana

Cia Padova: nessun centro vaccini nel Montagnanese, gravi disagi per gli anziani

«Nella Bassa Padovana – spiega Cia – gli interessati saranno tenuti a recarsi nei presìdi di Este e Monselice. Montagnana, invece, è stata completamente ignorata»

«L’area del Montagnanese ancora una volta dimenticata: qui non è stato previsto alcun centro vaccini anticovid, con pesanti conseguenze per gli anziani del posto». La segnalazione è del presidente di Anp – Cia Padova, Dino Milanello, al quale nei giorni scorsi sono giunte molte segnalazioni e lamentele da parte dei residenti: «Nell’ambito dell’Ulss 6 sono state spedite circa 7.500 lettere, via posta ordinaria, agli ottantenni. Nella missiva vengono indicati in maniera precisa e puntuale sede e ora dell’appuntamento relativo alla prima dose di vaccino».

Campagna vaccinale

La campagna inizierà il 15 febbraio e – come comunicato dall’autorità sanitaria – sono state individuate sei diverse strutture in tutta la provincia. «Nella Bassa Padovana – chiarisce lo stesso presidente – gli interessati saranno tenuti a recarsi nei presìdi di Este e Monselice. Montagnana, invece, è stata completamente ignorata. Come se i cittadini di questa zona fossero di serie B. Mentre il sindaco di Este, Roberta Gallana, ha espresso la propria soddisfazione per la vicinanza del centro, lo stesso non si può dire dei primi cittadini del montagnanese, spiazzati da una decisione dell’Ulss rispetto alla quale manifestiamo il nostro totale disaccordo. Tuttora non abbiamo un ospedale di riferimento, quello di Schiavonia, in grado di funzionare a pieno regime. Talvolta gli anziani sono costretti ad andare nella struttura di Camposampiero, distante da qui 95 chilometri, per effettuare le visite specialistiche».

Tanti anziani

Anp rileva inoltre che proprio l’area in questione, al confine con le province di Verona e Rovigo, è quella con il più alto tasso di anziani della provincia. «Non possiamo creare ulteriori disagi e motivi di ansia agli ultraottantenni – aggiunge – Tanti di loro hanno patologie gravi, vivono nella solitudine o all’interno di una rete famigliare quanto meno fragile. A questo adesso si aggiunge la preoccupazione psicologica di non poter disporre di un centro vaccini sul territorio. Peraltro si pone pure un problema di trasporto nelle sedi di Este e Monselice». Anp lancia infine un appello ai rappresentanti del territorio «affinché si facciano carico di tale ulteriore disagio. Venga riconosciuta la giusta dignità a quest’area».

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