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In cinquecento sotto al Comune per dire no agli sgomberi

Si sono ritrovati circa in cinquecento, alle 18, di fronte a Palazzo Moroni, per protestare per lo sgombero di quattro appartamenti Ater di via delle Melette

Si sono ritrovati circa in cinquecento, alle 18, di fronte a Palazzo Moroni, per protestare per lo sgombero di quattro appartamenti Ater di via delle Melette. Una serie di cariche durante la mattinata, sia nella stessa via che poi di fronte la sede dell'ente che gestisce le case popolari, hanno reso il clima ancora più teso di quanto già fosse. Tanti gli interventi dal microfono che hanno raccontato di una giornata surreale e che hanno evidenziato le difficoltà che la crisi ha accentuato. Obiettivo primario degli attacchi Ater che gestisce il patrimonio immobiliare. Presenti anche le consigliere comunali Marta Nalin e Chiara Gallani. «Chi ha sgomberato è un soggetto pubblico che dovrebbe essere protagonista nella costruzione della rete di servizi per garantire il diritto ad abitare. Ed è assurda la modalità con cui è avvenuta», ha commentato Marta Nalin. Luca Lendaro di Unione Popolare ha ribadito anch'egli le critiche ad Ater: «Un ulteriore attacco a chi ha bisogno di una casa e alle esperienze di riappropriazione che sono più che legittime in un momento come questo». 

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