Domenica, 21 Luglio 2024
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A Padova gli Stati generali delle città intelligenti: sindaci e imprese a confronto sulla "city vision"

Oltre ai nuovi risultati dell’Osservatorio City Vision, per la prima saranno premiate le buone pratiche italiane e sarò pubblicata una classifica dei comuni più smart

Le città intelligenti possono essere grandi metropoli, capoluoghi di provincia di media grandezza o borghi in una delle tante aree interne del nostro paese: ad accomunarle c’è un approccio, quello di chi lavora per trasformare i territori integrando mobilità sostenibile, diffusione degli strumenti digitali al servizio della partecipazione dei cittadini, inclusività, energie rinnovabili, accessibilità dei servizi. Una visione che trova un punto di sintesi negli “Stati generali delle città intelligenti” di City Vision, la cui quarta edizione è in programma a Padova mercoledì 11 ottobre dalle 9 alle 16.30 al centro congressi Padova Congress. 

Gli Stati generali

Gli “Stati generali” sono il momento culminante del roadshow di City Vision, la community promossa da Blum e Padova Hall e formata da amministratori pubblici, imprese, innovatori, professionisti e ricercatori. Questo “giro d’Italia” nel 2023 ha fatto tappa a Roma, Milano, Genova e Napoli prima di approdare a Padova e, nelle prossime settimane, a Pesaro e Cuneo. Se l’aspirazione alla “città intelligente” può accomunare metropoli e borghi, le reali opportunità non sono però uguali per tutti. La mancanza di competenze interne rappresenta una sfida critica per lo sviluppo delle smart cities e penalizza i comuni minori. È quanto emerge dalle anticipazioni dei dati dell’Osservatorio City Vision, promosso in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova. Sulla base di questionari compilati da consulenti, funzionari e amministratori comunali che si occupano di innovazione e sostenibilità, solo il 12% dei comuni sotto i 60mila abitanti attua programmi di formazione sulle smart city per i propri dipendenti, e la stragrande maggioranza (62%) non ne ha mai fatti e non ne ha in programma. 

City Vision

«City Vision è una comunità che si allarga di anno in anno, un progetto a cui i promotori Blum e Padova Hall credono molto fin dal suo esordio nel 2020 – spiega Domenico Lanzilotta, direttore editoriale di City Vision –. Gli Stati generali sono un momento di confronto prezioso per far crescere anche le piccole realtà: oltre ai nuovi risultati dell’Osservatorio City Vision, per la prima volta in questa edizione premieremo le buone pratiche italiane e pubblicheremo una classifica dei comuni più smart, il City Vision Score». «La capacità di innovare è ormai una competenza indispensabile per chiunque abbia responsabilità di governo di un territorio – dichiara Margherita Cera, assessora alla Smart City del Comune di Padova –. Ospitare gli Stati generali delle città intelligenti significa essere al centro di una rete impegnata a progettare città sempre più sostenibili, attrattive e inclusive, e conferma il ruolo centrale di Padova nel processo di coordinamento della trasformazione intelligente delle città». «Secondo i dati preliminari dell’Osservatorio City Vision per il 2023 – afferma Silvia Rita Sedita, professoressa di Management dell'Università degli Studi di Padova –, il principale ostacolo nell'implementazione di progetti di smart city è la mancanza di competenze interne. Sarà essenziale sviluppare programmi di formazione adeguati per il personale della pubblica amministrazione, in particolare nei comuni più piccoli». «La città intelligente non può che nascere da processi di design e di coprogettazione con i cittadini – commenta Adriano Bisello, urbanista,Senior Manager PAL & Smart City Jakala Civitas, partner dell’Osservatorio City Vision –: non solo i residenti, ma anche pendolari, studenti, chi vive la città pur risiedendo altrove. Accanto all’hardware, fatto di edifici e infrastrutture, i decisori devono conoscere il software, cioè i comportamenti dei cittadini che vivono quegli spazi. Ricerche come l’Osservatorio City Vision sono strumenti preziosi in questo senso». 

Il programma

L’11 ottobre, negli spazi di Padova Congress, l’evento inizierà alle 9 del mattino e durerà fino al pomeriggio inoltrato. L’Agorà, il palco principale, ospiterà gli incontri più partecipati: si parlerà delle transizioni in atto (ecologica e digitale), di inclusività, gestione dei dati e altro ancora, con panel che coinvolgeranno amministratori pubblici, ricercatori, esperti e imprese. Due Input speech saranno dedicati a “New York dopo la pandemia” con Andrea Pedicini e a “Città alfa e periferie competitive” con Giulio Buciuni. Nel pomeriggio una delle novità di questa edizione: la consegna dei Premi City Vision ai Comuni primi classificati nella classifica “City Vision Score” e a cinque buone pratiche attuate da altrettanti comuni italiani. 

Oltre all’Agorà, gli Stati Generali delle città intelligenti introdurranno poi una novità già rodata nel roadshow 2023, ovvero i tavoli di lavoro. La partecipazione è su invito, per questo format distintivo di City Vision che prevede che in circa due ore i relatori dialoghino su verticali specifici, accompagnati da un giornalista. 

Completa il programma l’Innovation district, spazio che fungerà da vetrina per quelle aziende, pmi e startup che stanno collaborando con la pubblica amministrazione in maniera concreta. Le soluzioni spaziano dalla data company che sfrutta i sensori per raccogliere dati sulla mobilità alla startup che vuole fare da ponte tra la Pa e gli artisti da strada, dalla piattaforma che mappa l’accessibilità dei luoghi pubblici a quella specializzata nell’attivazione della Comunità energetiche rinnovabili. 

Per iscriversi e conoscere il programma completo: city-vision.it/evento/city-vision-2023.

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