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Orticoltura in crisi: con il piano di sviluppo rurale il bando integrativo per i ristori

Coldiretti Padova: «Prezzi in calo per gli ortaggi pagati pochi centesimi ai produttori, nella Bassa Padovana quotazioni tra i 20 i 70 cent per i principali prodotti»

Ricevuto il nulla osta della terza Commissione Consiliare, la Regione del Veneto pubblicherà il bando per la presentazione delle domande di ristoro riservate agli orticoltori veneti che hanno subito perdite a causa dell’emergenza sanitaria. A renderlo noto è Coldiretti Veneto che ha sollecitato il provvedimento presso l’Assessorato regionale competente per risolvere alcune criticità emerse nella prima stesura inerenti la classificazione delle colture che ha impedito ad alcune centinaia di aziende l’accesso ai fondi di sostegno. Integrando la documentazione probatoria le imprese escluse dalla precedente interpretazione ora potranno accedere alle risorse rimaste coprendo almeno parzialmente i danni subiti a causa della pandemia.

La crisi per la pandemia

«Nella nostra provincia - sottolinea Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - il settore orticolo sta risentendo della crisi legata alla pandemia: il canale Ho.Re.Ca., vale a dire la ristorazione e il circuito alberghiero, comprese le mense, è sostanzialmente chiuso e l’unico sbocco per le grandi quantità di prodotti ortofrutticoli restano la grande distribuzione organizzata, la vendita all’ingrosso e altri canali commerciali. Qualche esempio? Le zucche vengono pagate agli agricoltori circa 20 centesimi al chilo per la varietà butternut e fino a 70 centesimi per le altre tipologie, il radicchio rosso oscilla fra i 20 centesimi del tondo ai 40 centesimi del rosso Verona e rosso lungo, il variegato viene pagato un po’ di più ma ha dei costi di produzione più elevati, le verze 25 centesimi al chilo, il cavolo cappuccio 35 centesimi. A soffrirne sono tutte le colture orticole della Bassa Padovana, comprese le patate pagate 20 centesimi, i finocchi 70 centesimi solo per citarne alcuni. La pandemia ma anche le nuove dinamiche commerciali hanno accentuato la crisi dei prezzi e accelerato le trasformazioni aziendali, ma a rimetterci sono i produttori che si trovano con guadagni inferiori alle spese sostenute, al punto che per evitare di lasciare prodotto invenduto nei campi e contenere le perdite molti imprenditori hanno scelto di ridurre sensibilmente la produzione. Su una precisa richiesta di Coldiretti – aggiunge Bressan - la Regione ha ampliato la possibilità di accesso ai ristori proprio alle aziende orticole che rischiavano di rimanere escluse».

Iniziative di solidarietà

Coldiretti Veneto sottolinea che lo stanziamento è relativo alla misura straordinaria 2.1.1 Covid-19 del Programma di Sviluppo Rurale che grazie alla disponibilità di 23 milioni di euro ha aiutato oltre 6mila imprese dei vari comparti in sofferenza: dall’orticolo al florovivaistico, dagli allevamenti alle fattorie didattiche e alle strutture agrituristiche. Questo disimpegno del residuo finanziario  predisposto dalla Giunta del Veneto – conclude Coldiretti - completa definitivamente l’operazione rivolta alle realtà agricole che non si sono mai fermate garantendo occupazione anche durante il lockdown e la fornitura di cibo milioni di cittadini attivando, inoltre, iniziative di solidarietà per famiglie in difficoltà, persone bisognose non trascurando neppure l’attenzione al fenomeno in crescita delle nuove povertà.

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