Coldiretti: «Siccità? È la riscossa della canapa»

Coldiretti Padova: quasi 100 ettari solo nella Bassa Padovana, per alimentazione, nutraceutica, cosmesi, bioedilizia

La lunga siccità ha messo in crisi le principali coltivazioni in tutta la provincia, specie nella Bassa Padovana dove nelle ultime settimane sono caduti appena pochi millimetri di pioggia, insufficienti per il fabbisogno di cereali, seminativi, frutta e ortaggi. I prossimi giorni è annunciato il passaggio di una perturbazione che dovrebbe portare precipitazioni, anche intense, nella nostra provincia. La speranza è che la pioggia, tanto attesa, non sia accompagnata dalla grandine o da vento forte, fenomeni che possono compromettere interi raccolti nel giro di poche ore.

Siccità

La siccità è una situazione ormai ricorrente, rileva Coldiretti Padova, visto che con la penuria d’acqua l’agricoltura ormai fa i conti quasi tutti gli anni. Per questo si stanno diffondendo, anche nella nostra provincia, coltivazioni alternative che richiedono una minore quantità d’acqua e resistono a lunghi periodi di siccità, oltretutto crescendo senza dover ricorrere a trattamenti chimici. Fra queste spicca la canapa, che da un paio d’anni ha conosciuto un sensibile incremento nel Veneto e anche nella nostra provincia, in particolare nella Bassa Padovana, dove gli ettari coltivati sono quasi un centinaio, a cui se ne aggiungono qualche altra decina nel resto della provincia. L’anno scorso la stretta sull’impiego del principio attivo Tch ha provocato una contrazione del mercato ma la canapa, ricorda Coldiretti Padova, non è solo questo. Anzi è una vera e propria pianta dai mille usi e dalle mille potenzialità.  Infatti è utilizzata anche per esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla nutraceutica agli usi terapeutici, dalle farine agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici. Da tempo Coldiretti Padova sta organizzando la filiera della canapa mettendo in rete i produttori e organizzando attività formative per le aziende.

Borgo Veneto

A Borgo Veneto il giovane Alberto Ongaro coltiva canapa già da alcuni anni: «Ho scelto di diversificare la produzione perché le colture tradizionali non garantiscono una redditività adeguata, soprattutto nelle stagioni condizionate dalla siccità, ormai sempre più frequenti soprattutto nel territorio della Bassa Padovana. La canapa invece non ha bisogno di essere irrigata e resiste molto bene anche nelle annate più secche. Inoltre non è minacciata dalle piante infestanti e non richiede perciò particolari trattamenti. Siamo ancora agli inizi ma le potenzialità ci sono perché di questa pianta non si butta via niente, dal fusto alle inflorescenze».

Vescovana

A Vescovana Sara Migliorini della Società Agricola Rio è ormai un’esperta nella coltivazione della canapa, al punto da valorizzarla anche sul fronte del turismo rurale. Ma non solo. “Ho ideato una inedita passeggiata a piedi nudi sui gusci di canapa – racconta -  per un momento di autentico benessere psicofisico. Gli ospiti possono camminare lungo percorsi organizzati tra la canapa in fiore, respirandone la fragranza e beneficiando contemporaneamente di un massaggio naturale ai piedi”. Da anni la canapa è il “core business” della società agricola Rio, insieme alla coltivazione di rose antiche e di piccoli frutti, ma anche l’organizzazione di concerti nel verde e danze sull’aia”.

Cento aziende

«Sono almeno un centinaio le aziende agricole che coltivano canapa. – ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - Siamo in grado pertanto di mettere a disposizione solo nella nostra provincia un migliaio di quintali di seme all'anno per gli usi terapeutici e alimentari, ma anche di 18 mila quintali di biomassa per molti altri impieghi. Anche i cambiamenti climatici ci portano ad essere pionieri con la coltivazione della canapa per favorire la biodiversità come risposta all'omologazione. Vogliamo conservare e valorizzare un patrimonio genetico che sarà prezioso per le prossime generazioni. Nella diversificazione troviamo il nostro reddito come produttori con coltivazioni eco compatibili e ricche di opportunità di sviluppo, dalla bioedilizia alla nutraceutica, dal tessile all'alimentazione. Siamo pronti a collaborare con le aziende di trasformazione e il mondo della ricerca farmaceutica per valorizzare al massimo questo prodotto. Serve inoltre un adeguato intervento legislativo in materia».

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