Porte Contarine, commemorate le vittime dell'11 settembre: le immagini della cerimonia

Alla presenza del sindaco Sergio Giordani, della console statunitense Generale Martinez, del prefetto Renato Franceschelli, dell'assessore regionale Roberto Marcato, del presidente della provincia Fabio Bui e di molti altri tra esponenti delle forze dell'ordine e della politica

Foto davanti alle due maxi bandiere issate dai vigili del fuoco

Si è svolta anche quest'anno, dalle 10 alle 11 circa, la cerimonia di commerazione delle vittime dell'11 settembre dinanzi al monumento "Memoria e Luce" (realizzato dall’architetto Libeskind) alle Porte Contarine, alla presenza del sindaco Sergio Giordani, della console statunitense Generale Martinez, del prefetto Renato Franceschelli, dell'assessore regionale Roberto Marcato, del presidente della provincia Fabio Bui e di molti altri tra esponenti delle forze dell'ordine e della politica. 

La cerimonia

Depositata una corona d'alloro ed eseguito il reading “Versi in bilico” da parte di Marina Agostinacchio. Sono intervenuti con "azioni gestuali" gli artisti di Dna Dance Theatre, in collaborazione con il Liceo Statale “Alvise Cornaro”: l'ideazione e la realizzazione è stata a cura di Barbara Ammanati e Elena Bottaretto. Eseguiti, inoltre, gli inni nazionali di Usa e Italia a cura della Civica Orchestra di Fiati di Padova. Spazio poi agli interventi, tra cui quello dell'assessore Marcato: «Diciotto anni fa si consumò un orrore che rimarrà indelebile nella storia. Ricordare 2.996 vittime è doloroso e doveroso, ma occorre anche tenere la guardia alta, perché il mondo occidentale, da allora, ha ottenuto alcuni successi nella lotta a terrore, ma il brodo primordiale che fu alla base di quel massacro non è ancora sconfitto. Dobbiamo continuare a combattere gli estremismi senza rinunciare al dialogo e, laddove necessario e legale, all’accoglienza  ma dobbiamo anche essere coscienti che un limite esiste, ed è quello di chi ideologicamente è indisponibile a riconoscere i nostri valori come, per fare un esempio, l’assoluta parità uomo-donna. Dialogare e accogliere sì, chinare la testa mai. Essere qui in tanti, a 18 anni di distanza, quando inevitabilmente l’impatto emotivo è scemato, è estremamente significativo e positivo. Per non dimenticare. Mai. Di generazione in generazione».

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