Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Cgil: "Con la nuova commissione stranieri Padova può essere modello di Ius Soli"

Dopo l'elezione dei 16 rappresentanti dell'organismo ripristinato dall'amministrazione Giordani, si apre un nuovo capitolo per la città sul quale pongono le speranze anche i sindacati

“L’elezione dei 16 rappresentanti delle comunità straniere costituisce il primo passo di un percorso che ora Società Civile e Istituzioni devono sostenere: vengano forniti spazi e strumenti per il funzionamento della Commissione”. Esprime soddisfazione la Cgil di Padova a conclusione del mese di elezioni che ha portato 16 rappresentanti delle comunità straniere in città a venire eletti nella Commissione per la rappresentanza delle persone padovane con cittadinanza straniera. Una Commissione che ritorna dopo essere stata cancellata dalla precedente amministrazione leghista e che dopo 5 anni di silenzio, può tornare a far sentire la voce di chi, cittadino straniero, vive e lavora nella nostra città.

Palma Sergio

“E’ proprio il caso di dire – dice Palma Sergio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova –  che, come in questo caso, la politica ha restituito ciò che la politica aveva sottratto e non possiamo che esprimere soddisfazione sul ritorno di questo strumento democratico. E’ stato ripagato anche il nostro impegno, quello della Cgil e dei tanti suoi iscritti che si sono messi a disposizione come volontari ai seggi. Ora però, inizia la vera sfida e cioè la Commissione deve avere gambe per correre, cioè per funzionare. Vale a dire che bisognerà dare ai suoi componenti spazi, mezzi e sostegno per poter svolgere il loro lavoro e non abbiamo dubbi che sarà così. L’elezione della Commissione – prosegue la sindacalista della Cgil – va nella direzione di quello che andiamo ripetendo da anni: il fenomeno migratorio va affrontato con quel genere di azioni che invece di criminizzarlo, sappiano gestirlo. Non è lasciando le persone immigrate nell'irregolarità, respingendole, negando loro spazi che si arriverà a qualche genere di soluzione. Al contrario, un sano realismo, sarebbe necessario perché, piaccia o no, le persone immigrate vivono, lavorano sul nostro territorio, contribuiscono alla crescita del territorio e del Pil. Senza considerare la loro necessità demografica visti i tassi di natalità delle famiglie italiane”.

Ius Soli

“Ecco perché – conclude Palma Sergio – la speranza è che Padova possa sviluppare un percorso, anche normativo, che possa fare da esempio a livello nazionale, in particolare per quel che riguarda lo ius soli, cioè quella misura che permetterebbe di risolvere la situazione in cui si trovano migliaia di ragazzi figli di genitori stranieri ma nati in Italia e a cui è negata la cittadinanza dell'unico Paese che conoscono e di cui sentono di fare parte. Una cittadinanza che arriverà al compimento del 18esimo anno di età e a patto che abbiano un lavoro (perché se sono ancora studenti il loro destino è di continuare a rimanere cittadini stranieri) con l'angoscia  che tutto questo comporta e che i loro coetanei italiani non conoscono, dato che per loro il raggiungimento di quell'età diventa solo un traguardo da festeggiare. Ragazze e ragazzi, molto spesso vittime di un razzismo sistemico, quello sì un'emergenza da affrontare e verso cui non si sta facendo nulla di concreto. Un tema a cui, come Cgil, siamo sempre stati sensibili è che ci ha portato ad istituire ancora anni fa, in seno all'organizzazione padovana, il “Dipartimento Immigrazione” e che a settembre ci porterà ad aprire un nuovo “sportello per cittadini stranieri” in Arcella, una scelta caduta su quel quartiere, non certo per caso”.

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