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Inceneritore, Pfas e dimunizione della potenzialità tra le osservazioni presentate dal Comune

Presentate le controdeduzioni alle risposte di Hestambiente. L'amministrazione prova a forzare, ma non si esprime in maniera netta e contraria alla nuova linea come richiesto dai comitati

Il 31 agosto scadeva il termine per la presentazione delle osservazioni per l’ammodernamento impiantistico del termovalorizzatore di Padova. Lo scorso 23 agosto il Comune di Padova aveva chiesto alla Regione Veneto di prorogare il termine stabilito per l’invio delle osservazioni, poiché i 15 giorni a cavallo di Ferragosto risultavano oggettivamente insufficienti e difficoltosi sia per gli Enti che per i cittadini, le associazioni e i comitati interessati.
La Regione, pur riconoscendo e comprendendo le oggettive difficoltà rappresentate dal Comune di Padova per il particolare periodo in cui veniva a cadere la scadenza prevista, ha deciso di non accogliere l'istanza. Il Comune quindi ha depositato ieri, nei termini prestabiliti, le proprie osservazioni alle risposte di Hestambiente alle precedenti note, tenendo inoltre fermo quanto già inviato a marzo.

Le osservazioni

«Innanzitutto si chiede espressamente la non approvazione del trattamento dei Pfas, dal momento che non esiste ad oggi alcuna certezza che le molecole Pfas vengano distrutte nell’incenerimento, con possibili gravi ricadute su salute dei cittadini perché potrebbero essere disperse in atmosfera» si legge in una nota diramata dal Comune «mentre in secondo luogo viene richiesta la diminuzione della potenzialità totale, dal momento che le linee guida pubblicate recentemente dalla stessa Regione Veneto prevedono una diminuzione pro capite del rifiuto urbano che interesserà e già interessa la città di Padova, come dimostrano le azioni che si stanno mettendo in atto, in primis l’introduzione della raccolta porta a porta. Su questo punto però si possono dare solo indicazioni parziali, perché in assenza di una pianificazione regionale, ovvero di un piano rifiuti che espliciti chiaramente la quantità di rifiuti prevista per il nostro territorio, è complesso stabilire la riduzione necessaria. Per quanto riguarda le emissioni invece viene richiesto che i dati vengano forniti in maniera disaggregata per la città di Padova e per gli altri comuni. Questo perché i dati aggregati della provincia non sono coerenti con indirizzo della progettazione e soprattutto prevedono ricadute importanti solo su alcuni comuni».

L’assessora all’ambiente Chiara Gallani

«Abbiamo insistito particolarmente sulla questione degli PFAS. Non possiamo permettere si proceda su una questione che può avere ricadute così gravi sulla salute dei cittadini, a maggior ragione senza alcun dato certo sulla distruzione delle molecole da PFAS.  
Restiamo sempre in attesa di una pianificazione regionale e ribadiamo che non è possibile procedere con una progettualità come il termovalorizzatore senza gli elementi per comprendere realmente quale è il fabbisogno della città e del territorio. Le nostre osservazioni, in molti punti, coincidono con quelle presentate da enti, cittadini, comitati e associazioni. Sono questioni sollevate anche nella mozione consiliare di maggioranza discussa e votata dal nostro Consiglio Comunale. Sembra evidente la città abbia un pensiero univoco sul tema e auspico la Regione sappia tenere in considerazione con la dovuta attenzione la voce del territorio. In questi anni abbiamo dimostrato che, se c’è la volontà per un dialogo costruttivo, si possono ottenere grandi risultati. Mi auguro anche in questo caso, su un’opera che va a definire il futuro di tutti noi, si riesca a individuare quello che è il meglio per Padova e i padovani, ma anche per tutta la Regione Veneto».

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