La Tredicina del Santo ai tempi del Coronavirus, tra maxischermi e messe a numero chiuso

Durante tutta la Tredicina, oltre ai 200 posti consentiti all’interno della Basilica di Sant'Antonio, sono allestiti 2 maxi schermi nel Chiostro del Noviziato con altri 112 posti

Fedeli davanti a uno dei maxischermi nel Chiostro del Noviziato

Iniziata la Tredicina social 2020, che grazie alle dirette in streaming e al web desidera comunque portare la voce di Sant'Antonio in ogni dove, a quanti, in quest’anno di pandemia, non hanno potuto affollare il Santuario e andare a venerare le spoglie del Santo delle Genti sulla sua Tomba.

Celebrazioni

Domenica 31 maggio alle ore 17.45 si è tenuta la prima celebrazione, presieduta dal Sua Ecc.za Mons. Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo emerito di Treviso. Già dalle ore 17, sul sagrato, i fedeli attendevano di entrare, contati uno ad uno dalle guardie della Basilica. Presente anche un gruppo di circa una quindicina di chierici per indicare alle persone come occupare, con ordine e nel rispetto delle normative di distanziamento, i 200 posti all’interno del santuario e gli altri 112 posti allestiti nel Chiostro del Noviziato dove sono stati posizionati due maxi schermi che hanno consentito di seguire la Santa Messa. Molti sono stati i fedeli che non hanno potuto entrare nel Santuario e che hanno scelto comunque di accedervi attraverso la Porta della Misericordia, seguendo il tracciato che conduce solo alla Tomba e poi alla Cappella delle Reliquie per poi uscire dal Chiostro della Magnolia. Nella giornata di domenica 31 maggio dinanzi alle Reliquie sono transitati 932 fedeli (dato raccolto alle 18.45), conteggiati dal contapersone apposto al termine del corridoio. I dati sono ben distanti da quelli dello scorso anno, ma nonostante la pandemia e le disposizioni anti-Covid, sono state comunque moltissime le persone che hanno fatto visita al Santo: pieni tutti i 312 posti consentiti alle Sante Messe delle ore 9.30, delle ore 11.00, delle  ore 16.00 e appunto quella delle ore 17.45.

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Prima messa

La celebrazione della Tredicina, a cui ieri erano stati invitati rappresentanti della categoria dei Medici e dei Farmacisti, quale segno di ringraziamento da parte dei frati per il gravoso e importante lavoro svolto durante questi mesi di pandemia, è stata aperta dal saluto del Rettore della Basilica padre Oliviero Svanera. L’omelia di Sua Ecc.za Mons. Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo emerito di Treviso, ha posto l’accento della riflessione sulla felice coincidenza tra la Solennità di Pentecoste e l’inizio della Tredicina: «Ciò che Cristo ha donato lo rende reale per noi tutti, ed in grado di trasformare la nostra vita – ha sottolineato Mons. Gardin –. Un evento attuale per noi, che proprio nella situazione che stiamo vivendo rende Gesù Cristo, contemporaneo. Senza questo evento non ci sarebbe santità, non ci sarebbe Sant’Antonio. Egli  - ha proseguito Mons. Gardin ripercorrendo gli ottocento anni dalla vocazione francescana di Ferdinando di Lisbona – otto secoli fa, nel 1220, fece la scelta coraggiosa, impegnativa, radicale, desiderando di donare la propria vita, donata e consumata per il Vangelo. Questo è ciò che offre lo Spirito Santo». Al termine della liturgia, un momento dedicato appunto ai Medici e ai Farmacisti con un intervento della Dottoressa Patrizia Benini, Direttore Sanitario AULSS 6 Euganea nella quale ha ripercorso il lungo e difficilissimo cammino che i medici, con gli infermieri, i farmacisti e tutti gli operatori sanitari, hanno affrontato dal 21 febbraio scorso sino a ieri, il “giorno 1 dopo 100”: «Nelle nostre strutture assistiamo ad un forte calo di ricoverati, molte attività sono riprese, si sta sviluppando un senso di rinascita, che deve comunque essere attenta, responsabile, lungimirante e partecipata. Un grazie ai medici ai farmacisti e a tutti coloro che hanno contribuito a contrastare il covid -19, chiamati ciascuno per nome e cognome. Grazie a tutti coloro che in questa battaglia hanno messo passione, impegno, competenza, fatica e sacrificio. Una preghiera per chi non ce l’ha fatta. Una preghiera per quelli che stanno ancora lottando. Una preghiera per tutti coloro che si portano addosso le ferite di questa battaglia. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, ancora più pronti a intervenire nuovamente se le condizioni lo richiederanno. La riconoscenza è la memoria del cuore. E noi oggi siamo qui per ricordare, per pregare, per dire grazie». In chiusura Mons. Gardin ha raggiunto la Tomba del Santo per compiere il Gesto del Pellegrino in rappresentanza di tutti i presenti. Al termine, ai rappresentanti delle categorie dei Medici e dei Farmacisti è stata donata una statua raffigurante sant’Antonio. Oggi, lunedì 1 giugno, ci sarà la celebrazione della Tredicina (ore 17.45) con il pellegrinaggio della Diocesi di Belluno-Feltre, presieduta da S. E. Mons. Renato Marangoni, Vescovo diocesano, a cui è invitata una rappresentanza della Categoria degli infermieri e degli operatori socio-sanitari.

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