Oltre 1.200 pacchi di generi di prima necessità consegnati a 200 famiglie in emergenza

«Oltre sessanta volontari hanno distribuito insieme alle parrocchie, alle associazioni e al personale comunale oltre 1.200 pacchi di generi di prima necessità a 200 famiglie in emergenza e bisognose di aiuto»

La consegna dei pacchi ad Albignasego

«Il sorriso dei bambini, abbracciati al loro uovo di Pasqua, nelle foto che alcuni genitori mi hanno fatto arrivare in queste ore, riscalda il cuore e gratifica per l’immane sforzo che oltre sessanta volontari hanno compiuto, insieme alle parrocchie, alle associazioni e al personale comunale, per distribuire a tempo di record oltre 1.200 pacchi di generi di prima necessità a 200 famiglie in emergenza e bisognose di aiuto»: il sindaco di Albignasego, Filippo Giacinti, si appresta a tirare le somme di questa prima settimana di solidarietà, che ha visto coinvolta un’intera comunità solidale, in supporto ai suoi concittadini in questo momento più fragili.

Aiuto

Spiega Giacinti: «Si è mossa fin dalle prime ore un’immane macchina organizzativa, che ha convogliato in maniera puntuale e precisa il movimento spontaneo legato a quello che abbiamo chiamato progetto “Spesa SOSpesa”, attraverso il quale chi ha potuto, ha donato generi di prima necessità (alimenti e prodotti per l’igiene della persona e della casa), lasciandoli negli undici negozi che hanno aderito all’iniziativa. Ogni sera la Protezione civile passava a ritirarli nei punti vendita, stoccandoli poi nella propria sede, dove instancabilmente una sessantina di volontari li hanno suddivisi per tipologia e poi confezionati in scatolini, calibrati sui bisogni delle famiglie che sapevamo in difficoltà». Ognuna di queste duecento famiglie ha ricevuto almeno quattro pacchi di generi di prima necessità (che sono saliti a otto per le famiglie numerose), commisurati al numero dei componenti e alla loro età: dentro al pacco di ogni famiglia in cui c’erano dei bambini è stato inserito anche un uovo di Pasqua. Immensa la gioia dei piccolini quando hanno aperto lo scatolone e hanno visto che qualcuno aveva pensato a loro.

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Persone in difficoltà

Prosegue Giacinti: «Il sorriso dei bambini, così come la speranza, non devono mai spegnersi. Purtroppo questa emergenza sanitaria si è tramutata anche in una crisi economica e ha messo in grande difficoltà famiglie che prima riuscivano a mantenere tranquillamente il proprio stile di vita, grazie al frutto del loro lavoro, ma che adesso non riescono più a fare fronte alle spese di sostentamento. La serrata sanitaria obbligatoria ha messo in difficoltà pure ad Albignasego, oltre ai precari e alle persone fragili, anche le cosiddette partite Iva, negozianti e artigiani che hanno dovuto cessare di lavorare. A queste famiglie, circa una cinquantina, ci siamo avvicinati con particolare garbo e rispetto, comprendendo il loro iniziale pudore. Ma il nostro interesse primario era di sostenerle in questa momentanea difficoltà. Far parte di una comunità significa anche e soprattutto questo: non lasciare indietro nessuno e Albignasego ha dimostrato di avere, ancora una volta di più, un grandissimo cuore». Ad Albignasego, infatti, si è creata una fitta rete tra associazioni, parrocchie e Comune per individuare le persone in difficoltà. «Senza la solidarietà dei cittadini, dei commercianti e l’encomiabile opera dei volontari, da soli non avremmo potuto essere così efficienti, puntuali e veloci e raggiungere in meno di una settimana tutte le persone che sapevamo in emergenza» afferma l’assessore al Sociale, Roberta Basana, che ha coordinato tutto il vasto movimento di volontari. «Preziose si sono rivelate le parrocchie, la Caritas, le associazioni del territorio, la nostra Protezione civile comunale. Grazie a tutti loro, di cuore». Quanto è avanzato ora, non andrà sprecato: verso la fine di aprile l’amministrazione comunale rimetterà in moto la macchina organizzativa per approntare una seconda consegna alle famiglie, che potranno quindi contare su altre due settimane di sostegno. L’eventuale eccedenza sarà consegnata alla Caritas, per il sostentamento delle persone chi vivono quotidianamente in difficoltà.

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