Contributi del Governo, riunione urgente a Padova per definire le misure sociali da attivare

Il sindaco Sergio Giordani con l’assessora Marta Nalin hanno immediatamente convocato nella prima mattinata di domenica 29 marzo un incontro con i tecnici comunali competenti per affrontare con la dovuta urgenza il nodo delle nuove risorse che dovrebbero giungere a Padova

Sergio Giordani e Marta Nalin in riunione a Palazzo Moroni

Dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio di ieri con la pubblicazione e firma del Dpcm, il sindaco Sergio Giordani con l’assessora Marta Nalin hanno immediatamente convocato nella prima mattinata di domenica 29 marzo un incontro con i tecnici comunali competenti per affrontare con la dovuta urgenza il nodo delle nuove risorse che dovrebbero giungere a Padova.

Aiuti

Si tratta fondi destinati, secondo quanto indicato dal Governo, a coprire in maniera temporanea le esigenze alimentari delle persone e dei nuclei familiari in stato di assoluta indigenza e grave difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. L’incontro è stato subito allargato ai referenti del Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova e alla Diocesi che assieme al Comune dall’inizio dell’emergenza hanno promosso il progetto “Per Padova noi ci siamo”. Al progetto hanno aderito oltre 700 volontari e decine di sigle, associazioni e enti economici che da settimane stanno operando in coordinamento con tutte le autorità per la distribuzione di spese e farmaci a domicilio alle persone più fragili. Un esempio per tutti, nelle ultime 72 ore sono stati raggiunti oltre 3.500 over 74 soli a cui sono state distribuite presso il loro domicilio e con tutte le precauzioni 8.000 barriere protettive, assieme al volantino con le informazioni sui servizi attivi. I volontari, dotati di tutte le coperture assicurative e i dispositivi di protezione individuali necessari, sono già suddivisi per quartiere e pronti a intervenire in maniera ordinata e sicura dentro la cornice di Padova Capitale Europea del Volontariato e con l’ausilio dove necessario della nostra Protezione Civile. È proprio a partire da questo tesoro di generosità e servizio che la riflessione di oggi ha preso il via. Data l’urgenza e la necessità di procedere continuando a offrire risposte a chi è in grave difficoltà, si procederà per fasi successive. Da subito è stato potenziato, col raddoppio degli operatori, il centralino attivo dall’inizio dell’emergenza, al quale ci si può rivolgere per segnalare le situazioni di estrema necessità, quindi in questa prima fase, che durerà alcuni giorni, le persone che si trovano in grave indigenza legata all’emergenza sanitaria possono chiamare il numero 049/2323009 o mandare una mail a chiamacipure@comune.padova.it. Le richieste saranno raccolte e valutate per attivare il servizio adeguato.

Buoni spesa

Nel frattempo, in attesa del trasferimento economico promesso dal Governo alla città, l’amministrazione sta lavorando, da oggi, per attivare un sistema di buoni spesa che, a regime e intanto per il mese di aprile, servirà a rendere più agili e rapide, per quanto possibile, le modalità di accesso ed erogazione ai beni alimentari di prima necessità (unica categoria prevista dal decreto). A tal proposito sono state già oggi avviate le interlocuzioni con gli attori della Grande distribuzione organizzata, con Ascom e con Confesercenti, e da tutti sono giunti riscontri di collaborazione e disponibilità. Spiegano da Palazzo Moroni: «Auspichiamo la massima responsabilità di tutta la comunità: siamo certi che i padovani sapranno dimostrare anche in questa occasione buon senso, così da garantire l’accesso a questa possibilità alle persone che si trovano realmente nella reale impossibilità di rifornirsi dei beni alimentari di prima necessità;  in ogni caso sono allo studio strumenti di valutazione e verifica anche ex post. Rimane fermo che continueranno ad essere seguite tutte le persone che attualmente sono in carico ai diversi servizi offerti dal Comune, dalla Diocesi e dalle diverse Associazioni. Ricordiamo, inoltre, che chiunque può partecipare con una donazione alla campagna “Per Padova Noi ci siamo”».

Sergio Giordani

Dichiara il sindaco Sergio Giordani: «Padova era già avanti e per questo in collaborazione con un terzo settore straordinario e con attori sociali dal dinamismo insostituibile da settimane con il nostro coordinamento stiamo rispondendo alle situazioni di indigenza dentro questa gravissima crisi sanitaria. Ora questo provvedimento del Governo ci da risorse in più e abbiamo lavorato tutta la giornata per rispondere nella maniera migliore possibile. Non deve restare indietro nessuno, non esiste che ci siano persone fragili o che non hanno i soldi nemmeno per un pacco di pasta, che restano nella disperazione. Ci adopereremo per mostrare ancora una volta e tutti assieme il cuore grande della città. Un progetto mirato a rispondere a chi non ha nulla, né ammortizzatori, né reddito, né quei pochi euro per fare la spesa. La dignità di tutti è un valore da salvaguardare».

Marta Nalin

Afferma Marta Nalin, assessora alle politiche sociali: «Ci auguriamo che questo sia solo il primo passo del Governo per iniziare a rispondere alle molte, moltissime persone che a causa di questa crisi stanno vivendo gravi difficoltà. I nostri servizi sociali stanno svolgendo un grande lavoro per gestire questa emergenza e garantire a tutte e tutti il massimo aiuto e la massima vicinanza. Prezioso per questo è in questi giorni il supporto della rete di volontari che abbiamo attivato con il CSV e la Diocesi. Una cosa che ci diciamo spesso e in cui crediamo molto è che da tutto questo ne usciremo più forti come comunità, con la collaborazione di tutti i cittadini».

Emanuele Alecci

Aggiunge Emanuele Alecci, Presidente CSV Padova: «Grazie al progetto "Per Padova noi ci siamo" siamo riusciti fin dai primi giorni ad attivarci per non dimenticare le persone più fragili delle nostre comunità. Con la grande risposta dei volontari e delle Associazioni e la collaborazione con Comune e Diocesi abbiamo garantito l'ascolto e risposte concrete come la consegna di più di 100 spese di generi alimentari e farmaci in una settimana. Siamo orgogliosi che il "modello" che abbiamo costruito permetta, già da domani, di integrare le disponibilità del Governo e che il Presidente del Consiglio abbia dato una prima importante risposta istituzionale alle problematiche sociali».

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Don Marco Cagol

Conclude don Marco Cagol, Vicario del Vescovo: «Questa mattina il Vescovo Claudio, durante la S. Messa trasmessa in diretta, ha espresso la sua preoccupazione per i poveri, per chi non ha casa, ma anche per chi rischia di perdere il lavoro e il cui futuro si presenta molto incerto, a causa dell'epidemia in atto. Dunque come Diocesi vediamo con particolare favore questo impegno di risorse pubbliche per sostenere coloro che rischiano di non avere i soldi per mangiare a causa proprio della perdita del lavoro. E ci sentiamo coinvolti nel contribuire al rapido ed efficace lavoro della rete "Per Padova noi ci siamo". I bisogni primari chiedono sempre di essere guardati con rapidità ed efficacia. Speriamo anche che continui la consueta generosità di tutti i singoli cittadini, nel condividere con chi ha meno, attraverso le forme che erano già in atto: la possibilità di aiutare i più fragili si basa anche su questa solidarietà informale e comunitaria dal basso».

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