Coronavirus, Flor: «Abbiamo posto in Rianimazione per chi si comporta stupidamente»

Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera ha commentato con durezza le scene viste nelle ultime ore anche in centro a Padova. Crisanti: «Non credo che in Europa esistano laboratori che hanno fatto 200mila tamponi in così poco tempo»

«Vorrei rassicurare chi ci sta vedendo: noi abbiamo ancora posti in rianimazione per chi si espone stupidamente e si comporta sconsideratamente». Il direttore generale Luciano Flor inizia con una frase decisamente a effetto il punto stampa dell'Azienda Ospedaliera di Padova.

Luciano Flor

Aggiunge Flor: «La mia non vuole essere una provocazione, l'attenzione deve essere sempre massima.Non ci scusiamo se siamo rigorosi, è un nostro dovere perché dobbiamo mantenere l'ospedale un luogo sicuro. Il punto stampa odierno è focalizzato sui tamponi: noi garantiamo l'analisi dei tamponi per tutte le Ulss della Regione Veneto, e nelle ultime due settimane il piano della Regione ha previsto la realizzazione di ancor più tamponi, tanto che siamo passati da 8-9.000 a 11-13.000 tamponi al giorno per tenere monitorato al meglio il personale e tutti i pazienti. Purtroppo soffriamo però di una carenza generalizzata di reagenti, e nelle ultime settimane abbiamo avuto qualche guasto che ci ha rallentato ma ci impegniamo a farne ancor di più. Chi ha il tampone negativo non ha il lasciapassare per fare quello che si vuole, sia chiaro. Voglio ringraziare pubblicamente tutto il personale del laboratorio di Microbiologia, perché da febbraio sta lavorando ininterrottamente supplendo all'enorme domanda di prestazioni».

Andrea Crisanti

Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia: «Prima di entrare nel dettaglio voglio riassumere un paio di numeri che danno un'idea di quello che è stato da 23 febbraio a oggi: abbiamo eseguito 203mila tamponi rilevando 5.000 positivi e testando 30.000 dipendenti. Avevo avvisato i miei colleghi che la Fase 2 sarebbe stata caratterizzata da un aumento significativo dei tamponi, e così è stato. Si è creato un ritardo nella processazione perché nel frattempo due delle macchine che stavano lavorando a pieno regime hanno ceduto, ma abbiamo mantenuto comunque numeri estremamente alti visto che solo a Padova ne processiamo circa 4.000 al giorno anche se adesso il carico di tamponi richiederebbe una capacità di 5-6.000 tamponi al giorno. Due mesi fa avevamo previsto questa situazione tanto che avevamo già ordinato due nuovi estrattori, il problema è che farsi consegnare queste due macchine in questo periodo è quasi una "mission impossible" anche se ci hanno confermato che arriveranno la prossima settimana. Per farvi capire la situazione del laboratorio di Microbiologia noi l'anno scorso facevamo 20.000 esami al mese, mentre adesso ne facciamo 120.000 praticamente con lo stesso personale, a cui rivolgo il mio ringraziamento perché stanno lavorando senza tregua senza prendere un giorno di ferie e facendo anche turni di 24 ore: non credo che in Europa esistano laboratori che hanno fatto 200mila tamponi in così poco tempo. Il nostro obiettivo ovviamente è aumentarli ulteriormente, perché ci siamo sempre fatti promotori della necessità di fare più tamponi perché così facendo si impedisce che molte persone si infettino: il tampone è lo strumento fondamentale per vincere questa epidemia. Io sono contento che ci sia una maggiore richiesta di tamponi, e rassicuro tutti perché grazie ai reagenti "fatti in casa" abbiamo dosi sufficienti per fare due milioni e mezzo di tamponi»

Daniele Donato

Daniele Donato, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Padova: «Per quanto riguarda le tende siamo arrivati a 14.800 persone che si sono rivolte a questo servizio. Al momento abbiamo 1.394 ricoverati in tutta l'azienda ospedaliera, stiamo ritornando a una pseudo-normalità. Nel reparto di malattie infettive i pazienti Covid positivi sono 6, mentre nella terapia intensiva sono 7 e due di questi stanno per essere dimessi. Nel pronto soccorso di via Giustiniani e del Sant'Antonio siamo a 286 accessi giornalieri, mentre per quanto riguarda l'attività ambulatoriale ieri abbiamo rendicontato 4.800 visite. I prelievi sono 482, e le operazioni 244 fatte solo ieri. Non abbiamo code per quanto riguarda l'accesso in ospedale nonostante i doverosi controlli. Da più di 15 giorni non registriamo più positività tra i dipendenti, e ogni giorno ne monitoriamo circa 500. Usate i dispositivi di protezione individuale, perché sono fondamentali»

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Laboratorio di Microbiologia

La conclusione del punto stampa è stata riservata alle toccanti testimonianze del personale che lavora nel laboratorio di Microbiologia. Elisa Franchin, del settore biologia molecolare, è stata concisa ma efficace: «Lavoriamo 24 ore al giorno per garantire risposte continue ed essere d'aiuto per combattere il Coronavirus». Ha quindi preso la parola Manuela Sciro, che ha commosso tutti: «Siamo davvero molto stanchi, perché stiamo facendo di tutto, ma abbiamo una forza, che è la forza del gruppo tecnici che sta lavorando tantissimo e non dobbiamo dimenticarci di loro così come tutto il personale. Stiamo rinunciando a tutto proprio per quest'emergenza: io ho tre figli e non li vedo mai però sono orgogliosi che io lavori in Azienda Ospedaliera in questo momento. Non voglio dimenticare poi i volontari: sono degli infermieri stupendi, stanno dando tutto quello che possono dare, alcune volte rimanendo più del loro orario per dare un responso a tutti i tamponi. Grazie a tutti per tutto quello che stanno facendo» Chiusura a Maria Cristina Vanuzzo, coordinatore tecnico del servizio di Microbiologia: «Conosco le fatiche a cui il personale si sta sottoponendo: l'organizzazione del laboratorio è per forza di cose cambiata, ma tutti si sono messi subito in gioco e a disposizione senza risparmiarsi. Siamo quasi allo stremo delle forze, ma c'è la soddisfazione e l'orgoglio dei risultati che ci dicono che ci siamo stati e siamo stati silenti ma presenti. Siamo anche stati fortunati a non essere in reparto, a vedere la sofferenza umana e la morte in solitudine, un dramma che tantissime persone hanno vissuto. Speriamo che queste nostre forze vengano comprese: siamo in guerra dal 21 febbraio».

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