Il contagio da Coronavirus nei luoghi di lavoro: i dati padovani

I dati di Cgil Padova: più di 47mila le denunce di contagio a livello nazionale, di cui 3.980 in Veneto con nove decessi. A Padova 673 le denunce per contagio ma nessuna vittima

Sono decisamente interessanti i dati emersi dal percorso di formazione in modalità webinar “Emergenza Covid-19 (e dopo): mettiamoci le mani - Salute e sicurezza nelle imprese oltre l’emergenza” organizzato dalla CGIL di Padova con il coordinamento della Fondazione Di Vittorio.

Webinar

Una due giorni di seminario on line in cui, dopo la presentazione del corso da parte di Gloria Berton (Segreteria CGIL Padova) e Giovanni Simioni (Responsabile Salute Sicurezza CGIL Veneto), coordinati da Simona Marchi (Resp. Area Formazione Fondazione di Vittorio), si sono alternati Sebastiano Calleri, Responsabile Salute e Sicurezza Cgil nazionale, che ha dato una lettura sindacale del Protocollo, Annalisa Lama dell’Università Federico II di Napoli, che ha parlato di “Prevenzione e valutazione dei rischi”, Priscilla Dusi, psicologa del lavoro, che martedì ha affrontato gli aspetti psico-sociali dell’emergenza, tema affrontato il giorno dopo dalla Dottoressa Irene Molini, formatore e consulente aziendale. Ha chiuso il giro degli interventi Alessandra Ambrosco dell’Inca nazionale. Al termine della discussione le conclusioni. Martedì, erano quelle del Segretario della CGIL Veneto, Christian Ferrari, mercoledì erano di Aldo Marturano, segr. Cgil Padova. Un corso di formazione che ha visto la presentazione dei dati padovani emersi da una ricerca statistica, svolta dall’Inail, riguardante l’incidenza dell’epidemia tra i lavoratori. Dati che naturalmente vanno collocati in un contesto più ampio, regionale e nazionale. Un monitoraggio che, va specificato, arriva fino al 31 maggio 2020. Oltre a questo, va anche rilevato che i dati Inail presi in esame comprendono una platea inferiore rispetto a quella presa in considerazione dall'Iss, perché riguarda solo i lavoratori che hanno un'assicurazione con l'Istituto.

Dati nazionali e regionali

Il primo dato che emerge è che sono 47.022, sull’intero territorio nazionale, i lavoratori che hanno denunciato di aver contratto il virus nello svolgimento della propria professione. L’età media dei contagiati è di 47 anni, la maggior parte delle denunce sono concentrate a marzo (53%), con una riduzione ad aprile (38%) e una discesa repentina a maggio (7%). Il 71,7% di queste riguardano le donne, il 28,3% riguardano gli uomini. Un dato che si capovolge se invece prendiamo in considerazione i deceduti. Risulta infatti che dei 208 decessi seguiti alle denunce di contagio, l’82,7% di questi riguarda gli uomini, il 17,3% le donne. L'età media dei deceduti è di 59 anni. In sostanza sono molto di più le donne che si contagiano rispetto agli uomini, ma la proporzione si rovescia nei decessi dove invece a morire di Covid19 sono decisamente di più gli uomini. Per quel che riguarda le attività in cui erano impiegati i denuncianti, il 29.5% dei decessi riguarda coloro che lavoravano nel settore sanità e assistenza sociale (ospedali, cura anziani e disabili), seguiti dai dipendenti impiegati nel commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, con l’11,6% dei decessi. Il Veneto, a livello nazionale, è la quarta Regione (dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia) in questa triste classifica e conta l'8,5% dei decessi di lavoratori a livello nazionale. Risulta, invece, al settimo posto per denunce di infortunio da Covid, con il 4,3% sul totale delle denunce nazionali. Fino al 31 maggio le denunce in Veneto sono state 3.980, di cui 9 con esito mortale.

I dati di Padova

Per quanto riguarda Padova, sono state 673 le denunce (492 donne e 181 uomini), ma fortunatamente non ci sono stati decessi. Tra i contagiati, sono 144 quelli che si posizionano nella fascia d’età che va dai 18 ai 34 anni, 251 quelli che vanno dai 35 ai 49 anni, 271 quelli che si trovano tra i 50 e i 64 anni mentre, infine, sono 7 quelli che hanno oltre i 64 anni. Ultimo dato importante è che rispetto al totale delle denunce a livello regionale, la provincia di Padova ha il 16,9%. Nell'86,8% dei casi si tratta di infermieri, se si considerano anche gli operatori socio sanitari si supera il 90%.

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Il commento

Dice Gloria Berton, tra le organizzatrici del seminario on line e esponente della Segreteria Confederale della Cgil di Padova: «Da quando è stata emanata la circolare Inail sull'emergenza sanitaria da Coronavirus nei luoghi di lavoro, Cgil e Patronato Inca si sono subito mossi per dare tutela ai lavoratori e sostenerli nel presentare le denunce. Va precisato che sul tema della salute, insieme ad Inca e Filcams, come Cgil ci eravamo già mossi promuovendo, ancora in tempi non sospetti e quindi precedenti all’emergenza Covid, un progetto in Azienda ospedaliera di Padova per monitorare la salute di tutti quelli che vi lavorano, compresi gli addetti alle mense, alle pulizie, alla lavanderia. Un progetto anticipatore che coinvolge chi, proprio per la natura del luogo di lavoro in cui opera, è a rischio pur non svolgendo una professione specificamente sanitaria. Il nostro obbiettivo è quello di far emergere quella che riteniamo una vera e propria malattia professionale e, insieme, tutelare individualmente tutte le persone colpite. È molto importante portare a conoscenza dei lavoratori i rischi che corrono e le tutele a cui hanno diritto e questo vale ancor di più se pensiamo ai danni permanenti - a livello respiratorio e cardiaco, principalmente - causati dal Covid anche in chi guarisce, come ormai appare dimostrato. La Cgil di Padova ha già assistito molti lavoratori nel denunciare questo tipo di infortunio sul lavoro e continuerà a farlo. E non serve neanche dirlo: è nostra intenzione rimanere al loro fianco anche in futuro».

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