Coronavirus, una deroga per i disabili

La Regione Veneto ha disposto una circolare che consentirà alle persone con gravi disabilità intellettive e agli autistici di potersi spostare in deroga ai 200 metri imposti per contenere il contagio

 La Regione Veneto ha disposto una circolare che consentirà alle persone con gravi disabilità intellettive e agli autistici di potersi spostare in deroga ai 200 metri imposti per contenere il contagio. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin dopo le numerose segnalazioni dei responsabili delle varie strutture che si occupano di questo tipo di disabilità.

Abitudini

«Siamo davvero felici che sia stata presa questa decisione, alle persone autistiche basta anche fare un giro un pullmino, senza le loro abitudini e loro routine soffrono molto, questa decisione della Regione allevierà sicuramente la loro situazione». Parla Alessandra Cardin, membro del cda di Fondazione Fontana e fondatrice della cooperativa Iride, che fra un centro diurno, ora chiuso per l’emergenza, e tre strutture tra Selvazzano e Saccolongo, segue un’ottantina di persone con gravi deficit. E proprio per far fronte alle difficoltà legate all’obbligo di stare chiusi dentro casa e per aiutare i famigliari che si occupano di persone con problemi mentali, educatori ed assistenti di Iride hanno inventato nuovi modi per sentirsi vicini.

Social

«Stiamo usando ogni mezzo sicuro e possibile per portare nelle famiglie e ai pazienti un po’ di sollievo - dice Cardin -  per questo consegniamo ogni giorno ai nostri ospiti anche ora sono a casa un kit di tavole in legno e di colori, donati da un'azienda di Campodarsego. I ragazzi sono entusiasti, caricano su Facebook le loro creazioni, le condividono su WhatsApp – aggiunge Cardin - Poi abbiamo attivato un canale Youtube, che ci consente di mostrare i nostri tutorial, gli abbiamo persino insegnato come si fa la pizza, giorno dopo giorno li accompagniamo con attività sempre nuove». Prima dell’emergenza la cooperativa aveva organizzato una iniziativa di solidarietà con il Kenya:  «Qualche mese fa in collaborazione con Fondazione Fontana che si occupa di fragilità in Africa, abbiamo fatto una sorta di staffetta con gli ospiti dell’organizzazione Saint Martin in Kenya, loro hanno fatto la loro scalata in Africa e noi l’abbiamo fatta qui nelle nostre montagne, era come se fossimo insieme, è stata una grande emozione».

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