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«Chi viola le regole va indagato per concorso in epidemia»: l'esposto della Codacons

Spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Veneto contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività»

A fronte delle tantissime violazioni registrate sul territorio al divieto di spostamenti imposto come misura di contenimento del Coronavirus, il Codacons ha presentato giovedì 19 marzo un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, tra cui le procure competenti per il Veneto, in cui si chiede di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia.

Concorso in epidemia

Spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Veneto contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività. In tutta Italia si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità. Costoro vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. Anche chi fa jogging, in assenza di preciso certificato medico che prescriva attività sportiva all’aperto, incorre nello stesso reato». L’ art. 438 del Codice penale stabilisce infatti che “Chiunque cagiona un'epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l'ergastolo”. Non solo: stando sempre al Codacons «se nei comuni della regione dove si verifica il maggior numero di violazioni ai divieti si dovesse registrare un incremento dei morti da Coronavirus, i trasgressori potrebbero rispondere di concorso in omicidio colposo». Conclude Rienzi: «Chi in questo momento delicato trasgredisce le norme è un pericolo per la collettività, alimenta la diffusione del contagio e vanifica del tutto gli sforzi del paese, e per questo motivo va punito con la massima severità».

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