Fase 2, Iov all'avanguardia: «Già effettuati oltre 5.000 controlli a distanza sui nostri pazienti»

Punto stampa di aggiornamento su tempi e modalità di prenotazione delle prestazioni sanitarie all'Istituto Oncologico Veneto: «Da una situazione di emergenza è nata un'organizzazione innovativa»

Lo Iov - Istituto Oncologico Veneto si fa sempre più "smart". E con esso i loro pazienti: il direttore generale Giorgio Roberti e il direttore sanitario Maria Giuseppina Bonavina hanno tenuto un punto stampa di aggiornamento su tempi e modalità di prenotazione delle prestazioni sanitarie.

Giorgio Roberti

La premessa è affidata a Giorgio Roberti: «Siamo in una fase di convivenza, siamo tutti più liberi e ce ne siamo accorti ma non ci deve far pensare che le misure di contenimento messe in atto in questi mesi vengano meno. Dobbiamo garantire la continuità delle cure nel miglior modo possibile, con le misure stabilite e con cui conviviamo da qualche settimana. Dobbiamo salvaguardare i nostri pazienti e i nostri operatori. Siamo consapevoli che alla mattina ci possano essere delle difficoltà con il call center perché i flussi delle chiamate sono importanti, ma stiamo attuando una serie di misure per attenuare questo problema. Abbiamo dei numeri dedicati per i pazienti già seguiti dal nostro istituto. Abbiamo avuto delle ottime risposte per quanto riguarda le prenotazioni tramite mail e anche per quanto riguarda i follow-up, ovvero i controlli da remoto. Non abiamo ritardi significativi né sospeso le nostre attività oncologiche proprio perché i nostri pazienti sono "fragili" e sono quindi salva-vita, quindi abbiamo garantito una sostanziale continuità. Le strutture sanitarie sono importanti per garantire la salute, però noi cittadini siamo ancora più importanti con i nostri comportamenti, e la nostra coscienza è l'arma più importante che abbiamo per sconfiggere il virus. I nostri pazienti hanno capito l'importanza delle misure di prevenzione e protezione, e i dati lo testimoniano».

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Maria Giuseppina Bonavina

La dottoressa Bonavina entra ancor più nello specifico fornendo dei dati: «È sempre garantito l'accesso alla struttura per i pazienti in fase attiva. Le metodologie per accedere alla struttura? Il call center, che condividiamo con il territorio padovano, i Cup interni ovvero i soliti numeri di telefono dello Iov e le mail, che al momento riguardano l'accesso ritenuto più semplice e più chiaro dagli utenti. Siamo passati da circa 700 mail al mese fino a febbraio e quindi fino all'inizio dell'emergenza alle 3.000 mail mensili ad oggi. Per quanto riguarda i controlli da remoto, che abbiamo messo in atto nel momento più critico, abbiamo superato i 5.000 controlli a distanza in tre mesi, ovvero un numero davvero sostanzioso, e ci sentiamo di sensibilizzare gli utenti a continuare ad utilizzare questa metodologia. Tutte le prestazioni a distanza vengono comunque registrate nella cartella clinica, e abbiamo creato anche un modulo di consenso in cui il paziente deciderà se accedere o meno al controllo da remoto per garantire ancor più trasparenza. Da una situazione di emergenza è nata un'organizzazione innovativa, che facilita anche l'accesso di quei pazienti che non erano vicini alla struttura. È inoltre possibile ritirare online tutta la diagnostica radiologica e di medicina nucleare, e ci stiamo organizzando anche per i reparti di anatomia patologica. Si può anche richiedere la spedizione a domicilio. Per quanto riguarda il laboratorio di dermatologia abbiamo già garantito circa 700 prestazioni».

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