Nuovo Dpcm e "movida" a Padova: «Controlli intensificati, ma no a chiusure di strade e piazze»

Spiegano in coro Andrea Micalizzi, Diego Bonavina e Antonio Bressa: «Chiudere a spot con ordinanze mirate laddove non necessario potrebbe produrre una forte e grave pressione su altri punti sensibili del territorio comunale, spostando e aggravando il problema invece che risolverlo»

Diego Bonavina e Andrea Micalizzi in piazza dei Signori per un sopralluogo

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del vicesindaco Andrea Micalizzi e degli assessori Bonavina e Bressa dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto relativo alle misure anti Covid-19

Micalizzi

Il vicesindaco Andrea Micalizzi sottolinea: «Seguiamo la situazione costantemente e con un’ottica globale che non si ferma a singoli fenomeni come le piazze o la cosiddetta “movida” ma fa i conti col fatto che la città è un sistema complesso e va seguito sotto tanti aspetti. Il primo è l’informazione e la prevenzione, ecco perché come Amministrazione ci siamo spesi molto. Abbiamo quindi promosso, primi in Italia, due campagne massicce che invitano all’uso della mascherina, un volantinaggio mirato in tante lingue per giungere con le precauzioni a tutte le comunità, anche straniere, e un testo informativo sull’importanza del vaccino antinfluenzale, fatto giungere a tutte le famiglie padovane. La nostra Protezione Civile è già al lavoro: nei prossimi giorni, saremo nelle strade e nelle piazze per aumentare i messaggi informativi e sensibilizzare sull’uso di dispositivi di sicurezza e comportamenti corretti: la mascherina non è solo un obbligo, è anche un gesto di responsabilità collettiva. Con la ripresa delle scuole, torneremo nelle classi e parleremo ai nostri ragazzi ai più giovani: è un’azione fondamentale perché raggiunge tante famiglie. Gli stessi volontari saranno anche nelle piazze e in centro per fare un’attività di sensibilizzazione all’importanza del rispetto delle misure di prevenzione anche se dotati di mascherine. Ieri, subito dopo il discorso del Presidente del Consiglio, siamo tornati a fare un sopralluogo presso le piazze del centro con l’assessore Diego Bonavina. Dopo la chiusura dei locali alle 24 e la somministrazione al tavolo la situazione, ad oggi appare gestibile e sotto controllo, sicuramente anche grazie al lavoro encomiabile di tutte le Forze dell’Ordine. Riteniamo quindi che sia una situazione che va monitorata, anche perché chiudere a spot con ordinanze mirate laddove non necessario, potrebbe produrre una forte e grave pressione su altri punti sensibili del territorio comunale, spostando e aggravando il problema invece che risolverlo. Attraversiamo un momento difficile e delicato, e solo insieme ne possiamo uscire al meglio. Le istituzioni devono lavorare per dare un messaggio univoco per non generare confusione o disorientamento nelle persone. Sono in gioco non solo il sacrificio di abitudini e relazioni, ma anche il lavoro di tanti nostri concittadini. Serve saper far squadra e remare tutti nella stessa direzione. I padovani hanno dimostrato grande responsabilità, sono sicuro che questo atteggiamento ci sarà utile anche ora. Solo così possiamo invertire il trend e stabilizzare i contagi. In ogni caso ribadisco che la situazione sarà monitorata ogni giorno e siamo pronti a valutare le evoluzioni che riscontreremo».

Bonavina

L’assessore alla sicurezza Diego Bonavina puntualizza: «I controlli proseguiranno e anzi in accordo con le Forze dell'Ordine sono già stati e saranno intensificati soprattutto il mercoledì e il fine settimana. Va sempre però ricordato che per uscire da questa situazione le autorità competenti possono fare alcune cose decisive come informare, prevenire e se necessario anche reprimere i comportamenti non responsabili ma resta il fatto che solo una grande responsabilità collettiva nell'uso delle precauzioni, dei dispositivi di protezione e nel rispetto delle regole fa davvero la differenza».

Bressa

L’assessore al commercio e attività produttive Antonio Bressa spiega: «Teniamo la situazione monitorata ma è evidente che i DPCM hanno introdotto delle modalità di consumo che ci mettono già al riparo rispetto al problema degli assembramenti in piedi nelle piazze. Ora si tratta di verificare l’applicazione delle norme e al tempo stesso di chiedere che siano previsti indennizzi per quelle attività che di fatto ora non potranno aprire perché non hanno sufficiente spazio per il servizio al tavolo, come è il caso dei locali di alcune zone del centro. Dobbiamo tutti fare la nostra parte per abbassare la curva dei contagi, ma quei soggetti che subiscono le conseguenze economiche delle misure introdotte è giusto che siano aiutati».

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