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Foto di gruppo alle Cucine Popolari per i protagonisti di #Padovanonsiferma

Foto di gruppo alle Cucine Popolari per i protagonisti di #Padovanonsiferma

#PadovaNonSiFerma neanche nel weekend del primo maggio: altri 600 pasti gratis

Al lavoro anche venerdì 1 e sabato 2 maggio per occuparsi della pausa pranzo di medici e infermieri in prima linea nella delicata emergenza Covid-19 e prendersi cura dei poveri che trovano sostentamento alle Cucine popolari e delle famiglie in difficoltà

Non c'è "ponte" che tenga: il gruppo di imprenditori di #PadovaNonSiFerma si è preso cura anche venerdì 1 e sabato 2 maggio dei poveri che trovano sostentamento alle Cucine popolari, delle famiglie in difficoltà che segue direttamente e della pausa pranzo di medici e infermieri in prima linea nella delicata emergenza Covid19.

#Padovanonsiferma

In tutto anche durante questi due giorni è stata abbondantemente superata la quota dei 600 pasti distribuiti, numero che va a fare il paio con quello già raggiunto durante il weekend di Pasqua. Sono un centinaio le persone del gruppo spontaneo, raccoltosi sotto la sigla #PadovaNonSiFerma, che in questi mesi hanno distribuito migliaia di pranzi e cene realizzati gratuitamente per dare un segnale di presenza della categoria dei ristoratori, baristi, pasticceri e panettieri durante il periodo di chiusura forzata. Il servizio di questa 48 ore di solidarietà ha visto come protagonisti in qualità di fornitori gratuitamente delle materie prime di Aspiag Service Srl, concessionaria di Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, assieme a Fruit Service Srl che ha fornito frutta e verdura, il pastificio Artusi che ha regalato la pasta per i primi piatti, la gastronomia ittica Saordelmar che ha fornito il pesce per primi e secondi e CasaVecchiato 1889 che assieme alla catena Hamerica's hanno regalato il pane per i pranzi al sacco e per il menù del pranzo di sabato 2, realizzato dagli chef Stefano Agostini del ristorante 19.94 assieme agli chef Luca Tomasicchio di Tola Rasa, Giuseppe Romano di Enotavola Pino ed Adriano Campagnolo di Saordelmar. Dei 40 chili di mousse ai due cioccolati si sono occupati i maestri pasticceri Gianni Zaghetto della pasticceria Racca e Luca Scandaletti di Le Sablon. Ad essi vanno aggiunti i 670 panini farciti da formaggio e tacchino confezionati a mano dalla squadra del Caffeine, la cena di venerdì primo maggio a base di hamburger per i trenta ospiti (quasi tutti bambini sotto i dieci anni di età) di Casa Priscilla e il pranzo di sabato 2, recapitato anche ai reparti in emergenza Covid19 di Padova, Abano ed ad alcune famiglie bisognose. A ringraziare chef e ristoratori per l'impegno profuso durante il weekend del primo maggio è intervenuto alle Cucine economiche il direttore della Caritas della Diocesi di Padova, don Luca Facco, e l'assessore al commercio del Comune di Padova, Antonio Bressa.

#padovanonsiferma scandaletti bressa zaghetto dolce 2 maggio-2

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