Coronavirus, Baldo: «Non dobbiamo perdere la percezione di un rischio che c'è stato e c'è ancora»

Spiega l'epidemiologo: «Il virus inizialmente è andato in fuga, ma noi abbiamo fatto gruppo e l'abbiamo quasi raggiunto. E in caso di recrudescenza autunnale saremo pronti a contrastarla»

Il professor Vincenzo Baldo e Luca Zaia

«Il virus inizialmente è andato in fuga, ma noi abbiamo fatto gruppo e l'abbiamo quasi raggiunto»: usa una metafora ciclistica Vincenzo Baldo, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso il Dipartimento di Scienze cardiologiche toraciche e vascolari - Unità di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Padova, per descrivere l'andamento dell'emergenza Coronavirus.

Prevenzione

Il professor Baldo, epidemiologo che può vantare oltre 200 pubblicazioni internazionali, fa parte anche del comitato tecnico scientifico, esperienza che definisce «davvero importante, perché avere la possibilità di riunire tante personalità di più discipline permette di vedere i vari aspetti e le varie sfaccettature di un problema nuovo e arrivato all'improvviso come il Coronavirus e che ha dovuto in qualche modo far reagire il nostro sistema e in poco tempo». Per poi aggiungere riguardo alla sua diciplina: «Il Covid-19 ci ha dimostrato di essere virulento e con alto grado di contagio, tanto che la prima arma utile è stata ed è la prevenzione, ovvero l'utilizzo della mascherina e l'igiene delle mani. E a livello di prevenzione non abbiamo tante armi, a meno che non arrivi un vaccino: da quel che so ci sono 12 o 13 vaccini in sviluppo e già in fase clinica, quindi avremo le armi per un patogeno con cui potremmo anche convivere».

Virus

Il professor Baldo dice quindi la sua sulle attuali opinioni contrastanti tra studiosi e virologi: «Come avete potuto vedere anche noi abbiamo a che fare con qualcosa di nuovo, simile a qualcos'altro ma non è la stessa cosa ed è sbalorditiva la quantità di conoscenza scientifica che abbiamo acquisito nel giro di tre mesi. Il dibattito che si sta aprendo deve essere costruttivo e deve dare informazioni precise». E a sua volta aggiunge: «Siamo senza dubbio in una situazione di riduzione del numero dei casi, ma questo “più” mi indica che c'è sempre una circolazione virale e questo non deve fare ridurre l'attenzione nei confronti di un problema che ci ha fatto male. Non dobbiamo perdere la percezione di un rischio che c'è stato e c'è ancora». Chiusura del ragionamento su un'eventuale recrudescenza autunnale: «Ogni Coronavirus ha la capacità di “nascondersi” nel periodo estivo riuscendo però ad arrivare all'anno successivo, ma va anche detto che è molto simile alla Sars che non si è più ripresentata. Da epidemiologo faccio fatica a fare previsioni, sicuramente abbiamo molta ma molta più conoscenza e il dato scientifico attuale ci dice che non ha cambiamenti dal punto di vista genomico e ha un minor effetto citopatico: questa osservazione è da tenere in considerazione. Non sappiamo cosa succederà in autunno o l'anno prossimo, ma dobbiamo essere pronti a contrastare un'eventuale nuova ondata. Possiamo essere stati in parte impreparati adesso, ma non lo saremo in caso di ritorno».

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Assembramenti, trasporti e scuole

Il professor Vincenzo Baldo risponde quindi alle numerose domande dei giornalisti presenti al consueto punto stampa del Governatore Luca Zaia: «Gli assembramenti? I giovani hanno meno possibilità di avere contagi, ma se in un gruppo c'è un positivo nel giro di due settimane lo scopriamo dalle eventuali nuove positività. Ritorno dei trasporti alla normale capienza? Per me è fattibile. La scuola? Bisogna farla ripartire, ma bisogna capire come farlo in totale sicurezza».

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