Vicini ai malati di sclerosi multipla anche se lontani: partito il progetto "Video-chi-amiamo"

Nella Residenza sanitaria assistita Casa Breda a Padova, che ospita in residenziale 20 persone affette da Sclerosi Multipla, è partito il progetto grazie al quale gli ospiti possono tenersi in contatto costante con i propri familiari in un momento difficile per tutto il Paese

Nella Residenza sanitaria assistita Casa Breda - gestita dalla Nuova Sair - a Padova, che ospita in residenziale 20 persone affette da Sclerosi Multipla, è partito il progetto "Video-chi-amiamo" grazie al quale gli ospiti possono tenersi in contatto costante con i propri familiari in un momento difficile per tutto il Paese.

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Il progetto

Un sistema di video chiamata permette agli ospiti di Casa Breda e alle loro famiglie di continuare a vedersi e a sentirsi senza interrompere gli importanti legami affettivi. Spiega Assunta Ragosa, direzione scientifica Nuova Sair: «Si tratta di una iniziativa dal grande impatto umano e professionale: gli ospiti della struttura vivono e combattono da anni, se non da decenni, contro il dolore della separazione da affetti, chance di vita e possibilità di partecipazione attiva nella comunità. Tutto questo spesso esita in forme pericolose di alienazione e depressione. Mantenere invece vivo il legame e il contatto con gli strumenti attualmente possibili come le video chiamate ha un grande valore terapeutico: stimola il coinvolgimento emotivo, attiva interesse e memorie e consente loro di sentirsi parte integrante di una comunità che accoglie e rinsalda le loro radici. Sono momenti delicati in cui è cruciale la presenza di un operatore come l'educatore professionale esperto che conosce le storie di vita e le più adeguate modalità di comunicazione e relazione, la cui presenza garantisce agli ospiti un senso di protezione, supporto e sostegno. Una vera terapia dell'anima di grande respiro etico». Aggiunge Federica chiggio, educatrice Nuova Sair:
«Le reazionisono state tutte molto positive. I familiari, avvisati dell'idea, si sono detti entusiasti e per gli ospiti è sempre un momento emozionante: vedere il volto del proprio caro mette tranquillità perché possono vedere con i loro occhi che la vita va avanti, che la moglie sta cucinando per i figli, che il figlio sta curando il giardino. Vuole essere un segnale che tutto è come prima, seppur con limitazioni, ma che dietro a queste assenze non c'è qualcosa che si vuole nascondere. Per fronteggiare le emergenze più disparate siamo portati a trovare mille soluzioni, ma probabilmente questa modalità di interfacciarsi con i familiari potrebbe diventare un appuntamento fisso anche con lo scopo di riportare i nostri utenti all'interno delle loro case, seppur virtualmente».

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