Padova e Miami unite dal filo della solidarietà: l'importante raccolta fondi “Covid-19 Italy”

Il fundraising è stato ideato per finanziare gli studi sul Coronavirus della virologa italiana Ilaria Capua e del suo team di esperti del The One Health Center dell’University of Florida: a sostenere la raccolta fondi è Tommaso Morelato, l’imprenditore padovano ed ex atleta del settore giovanile della Virtus Basket Padova

Ilaria Capua (foto Facebook)

L’Antenore Energia Virtus Padova scende in campo per la ricerca scientifica e sostiene la raccolta fondi “Covid-19 Italy”, di cui è ambasciatore da Miami l’imprenditore padovano ed ex atleta del settore giovanile virtussino Tommaso Morelato: il fundraising è stato ideato per finanziare presso l’University of Florida gli studi sul Coronavirus della virologa italiana Ilaria Capua e del suo team di esperti.

La raccolta fondi

Morelato, infatti, proprio in Florida da una decina di anni ha avviato un’importante attività imprenditoriale nel campo della ristorazione con il suo "Toscana Divino" proprio a Miami, creando uno stretto legame personale con la dottoressa Capua. Spiega lo stesso Tommaso Morelato: «Ilaria è una cara amica e sostenerla nel suo lavoro è l’unico modo che ho per dare una mano in questa emergenza. Per questo sono promotore di una raccolta fondi per finanziare la task force #yesITcan, un team di scienziati che la dottoressa Capua ha allestito per analizzare meglio i milioni di dati e informazioni che ci sono sul Covid 19, un aspetto fondamentale per fornire poi gli strumenti corretti a chi dovrà prendere le decisioni in merito al suo contrasto. Si studieranno infatti vari aspetti del virus: la sua relazione con le persone che precedentemente avevano fatto un vaccino influenzale, le differenze di contagio riscontrate tra genere ed età, la relazione con le condizioni di salute sottostanti, i dati messi in relazione con l’inquinamento, gli effetti nelle donne in gravidanza e infine anche le dinamiche di contagio negli ospedali. Le informazioni prese in considerazioni saranno quelle dell’epidemia italiana fin qui raccolte nella crisi avvenuta in Lombardia».

Virtus Padova

Aggiunge Nicola Bernardi, direttore generale dell'Antenore Energia Virtus Padova: «Abbiamo visto attraverso i social l’impegno del nostro amico Tommaso per questa raccolta fondi e dopo averlo contattato abbiamo subito deciso di dargli il nostro sostegno. La nostra società da sempre come sua filosofia vuole essere vicina alle tematiche sociali e il fatto che un nostro ex tesserato sia protagonista di questa iniziativa ci ha spinto a dargli una mano. Avere poi l’occasione di aiutare una scienziata di fama mondiale come Ilaria Capua, che ha anche vissuto a lungo a Padova, è per noi un piacere: cercheremo di coinvolgere nel sostegno più persone possibili, partendo dai nostri tifosi e dalle famiglie dei ragazzi del nostro settore giovanile fino ad arrivare a tutta la città. Oltre alle donazioni dirette nei prossimi giorni metteremo in piedi una serie di iniziative per sostenere la causa: prima su tutte una raccolta fondi tramite la vendita delle maglie originali della prima squadra».

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Donazioni

Le donazioni (effettuabili a questo link) saranno destinate al The One Health Center dell’University of Florida. Ilaria Capua è una virologa italiana di fama internazionale, per altro molto legata alla città di Padova: presso la nostra università aveva infatti svolto il dottorato di ricerca, mentre negli anni successivi ha poi ricoperto l’incarico di direttrice del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate di Legnaro. Nella sua attività scientifica si distingue per la prima volta nel 2000 quando grazie ai suoi studi viene per la prima volta sviluppata una strategia di vaccinazione contro l’influenza aviaria, una delle maggiormente raccomandante ancora oggi dalle organizzazioni internazionali. A seguito di questo nel 2006 depositò per la prima volta la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza aviaria in un database open access, dando inizio ad un dibattito internazionale sulla condivisione dei dati con l’obiettivo di cambiare gli approcci alla base della realizzazione di piani prepandemici: questa sua iniziativa fu ripresa da tutti i maggiori organi di stampa internazionali. Successivamente nel 2009 presentò uno studio scientifico in cui ipotizzava che la futura grande pandemia influenzale umana sarebbe stata causata da un virus animale e per questo sosteneva la necessità di superare le barriere tra medicina umana e veterinaria. Dal giugno 2016 dirige il dipartimento dell’Emerging Pathogens Institute dell’University of Florida, negli Stati Uniti.

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