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Coronavirus, Unione Inquilini Padova: «Stop a sfratti e pignoramenti per tutelare la salute»

A una settimana di distanza dalla richiesta inviata, l'Unione Inquilini di Padova sollecita nuovamente il Prefetto di Padova a sospendere la concessione della forza pubblica relativa a qualsiasi esecuzione di sfratto o sgombero da unità abitative, nonché dei pignoramenti della prima casa, in tutta la provincia di Padova

A una settimana di distanza dalla richiesta inviata, l'Unione Inquilini di Padova sollecita nuovamente il Prefetto di Padova a sospendere la concessione della forza pubblica relativa a qualsiasi esecuzione di sfratto o sgombero da unità abitative, nonché dei pignoramenti della prima casa, in tutta la provincia di Padova.

La richiesta

Spiega l'Unione Inquilini di Padova: «Nell'attesa di un provvedimento del governo che, finora, non ha risposto alla richiesta presentata dalla segreteria nazionale Unione Inquilini, non si può più aspettare rischiando di aggravare l'emergenza sanitaria, né distogliere le forze dell'ordine dai compiti a cui sono chiamate in queste settimane difficilissime, chiediamo al Prefetto di Padova un provvedimento analogo a quello già disposto dal Prefetto di Milano. L'urgenza della richiesta è motivata dalla situazione di particolare gravità e pericolo per la salute causata dalla diffusione del “coronavirus” nella nostra Provincia Fondamento giuridico è la normativa ratificata dall'Italia, ricordata recentemente dalla Relatrice ONU sul Diritto alla casa che ha interpellato il Governo italiano sul caso dello sfratto della famiglia Motkhari (S. Martino di Lupari). Gli sfratti in assenza di abitazione alternativa dignitosa, stabile ed economicamente sostenibile per tutti, violano infatti: L. 833/78 che impone al sindaco la tutela della salute dei cittadini, in questo caso minacciata dalla perdita dell'abitazione senza alternativa; l'art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall'Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; l'art. 27 della Convenzione sui Diritti del fanciullo, ratificata dall'Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l'eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall'Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Tali obbligazioni legali, come ricordato dal Rapporto della stessa Relatrice Speciale ONU, impongono a tutte le istituzioni, incluso alle autorità locali, non solo all'autorità nazionale, l'obbligo di proteggere tale diritto con azioni e politiche adeguate. Le stesse autorità di polizia, prima di effettuare l'esecuzione, hanno pertanto l'obbligo di verificare e non possono intervenire se tali obbligazioni legali non sono state rispettate. Perciò l'Unione Inquilini ha chiesto al Governo nazionale di includere questa tutela nelle disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza “coronavirus”, nonché alle Prefetture delle Regioni interessate la sospensione dell'uso della forza pubblica».

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