«Abbiamo il morale a terra, ma contiamo di rialzarci al più presto»: la testimonianza da Vo'

Spiega Gabriella Fontana: «Chiediamo semplicemente di lavorare, non possiamo permetterci di rimanere fermi ulteriormente. Abbiamo bisogno di normalità e quotidianità. Mi sembra di vivere un incubo, lunedì scorso avevo l’esercito a pochi passi dall’abitazione»

Gabriella Fontana, titolare dell'agriiturismo "Il Feudo" a Vo'

«In due settimane abbiamo perso 150 prenotazioni, i danni registrati sono dell’ordine di qualche migliaio di euro. Vogliamo ripartire subito, ci sono tutte le condizioni, per il bene dell’economia locale». Gabriella Fontana è la titolare dell’agriturismo Il Feudo, in via Monte Versa a Cortelà di Vò. Un piccolo angolo di Paradiso, con otto stanze per il servizio di pernottamento, che adesso si ritrova nel pieno dell’area rossa, colpito dalla psicosi collettiva del Covid-19.

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La testimonianza

Prosegue Gabriella Fontana: «Chiediamo semplicemente di lavorare, non possiamo permetterci di rimanere fermi ulteriormente. Abbiamo bisogno di normalità e quotidianità. Mi sembra di vivere un incubo, lunedì scorso avevo l’esercito a pochi passi dall’abitazione». In queste ore decine di clienti, fra gli altri inglesi e australiani, stanno telefonando per disdire le loro vacanze sui Colli Euganei: «Da maggio ad ottobre accogliamo molti stranieri, tramite un’agenzia inglese. I villeggianti vengono qui per assaporare il turismo slow, a piedi o in bicicletta. Ora dicono di aver paura, i media dei loro Paesi d’origine hanno gonfiato a dismisura la vicenda; in realtà non c’è alcun pericolo, stiamo bene. Abbiamo il morale a terra, ma contiamo di rialzarci al più presto: le istituzioni vengano incontro alle esigenze delle attività economiche e dei cittadini».

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Cia Padova

Il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini, intende mandare un messaggio di fiducia e ottimismo insieme: «Non facciamoci prendere dal panico, non vi è motivo. Le autorità sanitarie hanno affermato in via ufficiale che la situazione è ampiamente sotto controllo: rimaniamo alle loro indicazioni». Nell’attuale contesto è a forte rischio, secondo il direttore, l’assunzione di lavoratori stagionali del comparto agricolo: «Mi riferisco ai molti stranieri che a primavera vengono assunti a tempo determinato dalle nostre imprese per la raccolta di frutta e verdura o per venire impiegati nel settore vitivinicolo. Prendiamo atto di un calo di quelli interessati a recarsi in Italia, sempre a causa del coronavirus». C’è poi la questione delle coltivazioni vere e proprie, visto che nell’immaginario collettivo si è diffusa la fake news che il virus si trasmetta pure mediante le tipicità: «Niente di più sbagliato. Nei giorni scorsi la Grecia ha domandato ai produttori di Grana Padano della provincia di Cremona un certificato di garanzia, una sorta di bollino virus free. Siamo all’assurdo. Le nostre primizie, padovane e italiane, da sempre sono supergarantite e controllate, non c’è alcunché da temere in tal senso. La vera sfida glocal, globale e locale al tempo stesso è la valorizzazione del territorio attraverso dei fondi ad hoc, a maggior ragione a seguito dell’emergenza sanitaria in atto». Conclude Roberto Betto, presidente di Cia Padova: «Le Regioni Lombardia e Veneto sono le locomotive d’Italia, assieme fanno un terzo del Pil nazionale. Il settore agricolo produce eccellenze, che alla lunga diventano deperibili. Ragion per cui è giunto il momento di ricominciare, gli effetti del coronavirus sull’economia sono potenzialmente devastanti».

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