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Coronavirus, Ulss 6 Euganea: «Sbagliato parlare di Cittadella come nuovo Covid Hospital»

Punto stampa dell'Ulss 6 Euganea: «L'ospedale di Cittadella continua comunque la propria attività grazie ai 140 letti dedicati a pazienti non-Covid, quindi l'allarme che sta girando nelle ultime ore circa una sospensione delle attività ordinarie è infondato»

Punto stampa dell'Ulss 6 Euganea sull'emergenza Coronavirus e la campagna vaccinale.

Domenico Scibetta

Domenico Scibetta, direttore generale dell'Ulss 6 Euganea: «La mia speranza per il 2021 è quella di riuscirci a liberare da quest'incubo. La curva dell'andamento della pandemia non accenna a prendere una decisa diminuzione: la situazione è quasi stazionaria, anche se negli ultimi giorni notiamo quotidianamente uno scalino di leggero incremento. Al momento nei nostri ospedali stiamo trattando 421 pazienti Covid, che significa 7 in più rispetto a ieri. Man mano che la pandemia evolve la risposta degli ospedali, da tempo programmata a livello regionale nelle varie fasi che conoscete, si rimodula continuamente. Siamo con un piede nella fase 5A e ciò comporta misure precise, per questo abbiamo predisposto il piano per la conversione di ulteriori reparti arruolati per l'emergenza Covid: questo in particolare avviene per l'ospedale di Cittadella, ma le modalità di ricovero ordinario vengono comunque assicurate quindi è sbagliato parlare di Hub. 32 posti letti dell'area medica di Cittadella sono stati convertiti per creare un ulteriore reparto Covid. L'ospedale di Cittadella continua comunque la propria attività grazie ai 140 letti dedicati a pazienti non-Covid, quindi l'allarme che sta girando nelle ultime ore circa una sospensione delle attività ordinarie è infondato. Sul fronte vaccinazione stiamo continuando con la programmazione su un doppio binario: da una parte gli operatori sanitari a cominciare dai più esposti nei reparti Covid, dall'altro le case di riposo: al momento ce ne sono 13 Covid-free, contiamo per il 19 gennaio di aver concluso il primo giro di vaccinazione in tutte le 37 strutture del territorio. Oggi tocca alla Rsa Maria Bambina di Padova con 117 persone, di cui 56 ospiti e 61 operatori».

Patrizia Benini

Patrizia Benini, direttore sanitario dell'Ulss 6 Euganea: «Avevamo avuto indicazioni di presentare il piano di attuazione della fase 5, relativo a un ulteriore ampliamento di posti letti. Avevamo ricevuto tre indirizzi dalla Regione: identificare un secondo ospedale dove concentrare un numero più significativo di posti letto per pazienti Covid, andare verso una centralizzazione dove possibile di prestazioni anche di elevata complessità su un polo e concentrare presso gli Hub di tutte le prestazioni urgenti o di alta complessità e per noi l'hub è l'Azienda Ospedaliera Padova. La Regione prevede anche che gli Hub abbiano anche una quota di posti letto proprio per accogliere i pazienti provenienti dal territorio delle Ulss di riferimento. Abbiamo quindi proseguito con il piano di ampliamento di posti letto in area non critica: in fase 5A noi esclusivamente come Ulss 6 Euganea dobbiamo avere 402 posti di letto malattie infettive da attivare. Abbiamo confermato Schiavonia come Covid Hospital, oggi sono attivi 150 posti letto di malattie infettive più 26 posti letto terapia intensiva, e nonostante i tentativi reiterati di acquisire personale non abbiamo la possibilità di aumentare ulteriormente aprendo un quarto blocco di ricovero. Per evitare di dover comandare reparti interi di personale da altri ospedali a Schiavonia avendo così anche un problema di ricadute che l'organizzazione avrebbe all'interno degli altri ospedali, abbiamo proseguito con l'ampliamento della disponibilità di posti letto Covid partendo da Cittadella, che ha già 18 posti letto di terapia semi-intensiva, ha l'unica psichiatria della provincia dedicata a pazienti Covid con 11 posti letto e abbiamo quindi aumentato di 32 posti letto il 29 dicembre. Oggi quindi i posti di malattie infettive Covid a Cittadella sono 86. A Cittadella, però, sono ancora attivi 140 posti letto non-Covid, per cui l'area chirurgica continua ad accogliere sia le urgenze che casi di priorità assoluta con 40 posti letto, l'area materna-infantile rimane intonsa e sono attivi e contiamo di manenerli preservati fino in fondo i posti letto di cardiologia, unità coronarica e neurologia con lo Stroke di primo livello. Rimane attivo anche un numero ridotto di posti letto di medicina. L'ospedale di Piove di Sacco ha già 40 posti di malattie infettive attivi e ha aperto la seconda terapia intensiva con 13 posti letto attivati, mentre a Camposampiero ci sono già attivi 20 posti di malattie infettive e abbiamo aperto la seconda rianimazione come a Piove di Sacco e Schiavonia. Camposampiero, dovendo garantire anche l'area di emergenza per l'Alta Padovana, rimane quindi con 20 posti letto e abbiamo deciso che temporaneamente l'attività di unità coronarica a Camposampiero avrà una sospensione, consideriamo che comunque il 118 essendoci l'emodinamica va già a Cittadella mentre l'elettrofisiologia, dove ci sono interventi comunque programmabili, rimane a Camposampiero. Sottolineo che c'è stato un aumento di posti letto ma non siamo alla riconversione di Cittadella a Covid Hospital perché le attività continuano sia chirurgiche in emergenza, sia materno-infantile che cardiologico e neurologico. Sappiamo che per riconvertire i reparti ci vogliono 5-6 giorni, perché è necessario organizzare anche il trasferimento dei pazienti. Non possiamo certo aspettare l'ultimo minuto per attivare posti. Stiamo molto attenti sull'area non Covid ma qui c'è la rete nostra e l'hub che nel modello regionale ha un compito molto importante. I reparti di Cardiologia a Camposampiero e Cittadella sono e restano aperti, l'unità coronarica di Cittadella è aperta così come la neurologia con la Stroke Unit di primo livello. Abbiamo rivisto il ricovero all'unità coronarica di Camposampiero dove erano ricoverati due soli pazienti, e tutta l'attività urgente cardio e neuro rimane attiva a Cittadella. Al momento in tutta l'Ulss 6 Euganea abbiamo 4 posti letti liberi terapia intensiva. Riduzione degli interventi chirurgici? Non so dare un numero preciso ma so che sono aperte due sedute al giorno nell'Alta Padovana e una a Piove di Sacco dove vengono fatte le urgenze e i patologici-oncologici più importanti mentre non ci sono sedute aperte a Schiavonia. Nessun pronto soccorso è a rischio, dipende poi dall'organizzazione della struttura sopra al pronto soccorso per dare una risposta ai pazienti: a Schiavonia il pronto soccorso è aperto ma è inutile che il 118 porti lì pazienti che già si sa che non potranno essere trattati lì. Gli altri tre pronti soccorso stanno invece funzionando normalmente: chiaro poi che la capacità di rispondere alle varie esigenze può modificarsi, ma questo non vuol dire che le ambulanze non arrivino lì».

Paolo Fortuna

Paolo Fortuna, direttore dei servizi socio-sanitari dell'Ulss 6 Euganea: «Confermo che nelle case di riposo i vaccini verranno fatti prima in quelle free e poi agli anziani che non hanno ancora contratto il virus. Al 31 dicembre avevamo 931 ospiti positivi più 819 in isolamento su 4.258 totali, mentre abbiamo 169 operatori sanitari positivi e 240 in isolamento fiduciario su 3.557 totali. Il 5 gennaio abbiamo in previsione di inizare le vaccinazioni all'Rsa di Noventa Padovana e all'Oic Nazareth, l'Opsa, il Cra di Borgoricco, la casa di riposo di Monselice e le strutture gestite da Sereni Orizzonti a Conselve e Bovolenta».

Ivana Simoncello

Ivana Simoncello, Dipartimento di Prevenzione: «Attualmente abbiamo già consegnato circa 700 dosi di vaccino, il 31 abbiamo vaccinato nei quattro presidi ospedalieri e nella prima casa di riposo, oggi si riprende con lo stesso iter e poi lunedì viene esteso a tutti i distretti con 12 sedi distrettuali. Tra il 27 e il 31 dicembre abbiamo vaccinato circa 190 persone nelle sedi ospedaliere. Tasso di adesione? Si comincia solo ora a capire, abbiamo punte dell' 80% ma non ci sono dati pienamente attendibili perché la campagna è così vasta che stiamo ancora raccogliendo tutte le adesioni».

Piero Realdon

Piero Realdon, coordinatore dei Distretti dell'Ulss 6 Euganea: «Gli esiti dei tamponi molecolari? Con l'aumento dell'afflusso di tamponi si allungano anche i tempi di refertazione. Abbiamo avuto delle lievi criticità con i referti del 29 che abbiamo esposto oggi a metà mattinata. Stiamo recuperando ma la macchina dei tamponi non si è mai fermata».

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