Coronavirus, Sileri: «Aumento dell'indice di contagiosità? Io non guarderei i dati giornalieri»

Il viceministro della salute in visita a Padova: «Dobbiamo abituarci ai focolai e a queste variazioni che giornalmente purtroppo vengono comunicate, e dico "purtroppo" perché è il modo in cui vengono comunicate che fa pensare che ci sia chissà quale aumento»

Il viceministro Sileri con il professor Crisanti

«Io non andrei a guardare i dati giornalieri, perché fluttuano e l'R con T (indice di contagiosità, ndr) si modifica anche solo quando viene trovata una catena di contagio in un focolaio, e noi siamo qui per spegnerli i focolai». In visita a Padova, il viceministro della salute Pierpaolo Sileri getta letteralmente "acqua sul fuoco" rispetto al "warning" lanciato nel punto stampa di venerdì 3 luglio da Luca Zaia.

Focolai

Il viceministro Sileri viene intervistato dai giornalisti al suo arrivo (in compagnia del professor Andrea Crisanti) all'Ospedale Giustinianeo di Padova meno di tre ore dopo l'intervento del Governatore del Veneto, e spiega: «Come si fa a spegnere i focolai? Facendo tanti tamponi e isolando i positivi, non i casi, anzi questo da oggi in poi andrebbe cambiato come termine perché un "caso" è qualcuno che presenta una malattia mentre un positivo che viene scoperto tramite uno screening è solo un positivo, quindi trovare tanti positivi significa trovare una catena di contagio in un focolaio. E il focolaio è qualcosa di circoscritto: può essere una casa di riposo che viene chiusa, tre palazzine che vengono isolate, anche un paese intero se necessario però è pur sempre una situazione locale, non tutta l'Italia che è così. Dobbiamo continuare con mascherine, distanze di sicurezza, lavaggio delle mani e altre precauzioni e aggiungo che se si pensa di avere dei sintomi bisogna subito chiamare il medico di base. Il virus è tra noi, ma è evidente che circoli molto meno: dobbiamo abituarci ai focolai e a queste variazioni che giornalmente purtroppo vengono comunicate, e dico "purtroppo" perché è il modo in cui vengono comunicate che fa pensare che ci sia chissà quale aumento. Poi il monitoraggio che stiamo attuando ci dirà nel tempo se queste battaglie le stiamo vincendo tutti, come sembra che da qualche settimana a questa parte stia accadendo».

Incoscienza

Al viceministro Sileri viene quindi chiesto un parere sull'"incoscienza dei cittadini", e a tal proposito risponde: «Dipende cosa si intende per "incoscienza": se è legato al togliersi la mascherina all'aperto se si è a più di un metro da qualcun'altro allora no. Incoscienza per me significa non seguire le regole e pensare che tutto sia passato: io ne vedo pochissima di incoscienza, anche qui a Padova vedo che la quasi totalità delle persone cammina con le mascherine. L'Italia deve anche ripartire. L'episodio di Vicenza? Un singolo caso non può ledere quanto fanno e hanno fatto 56 milioni di italiani. A noi ora preoccupano i focolai, e possono essere ovunque»

Crisanti

Flash finale sul "metodo Veneto" e sull'operato del professor Andrea Crisanti: «Penso che il lavoro da lui pubblicato sulla rivista "Nature" (sul "Caso-Vo'", ndr) dimostri quanto sia importante».

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