Coronavirus, Zaia: «Il Governo deleghi alle regioni la gestione della "Fase 2"»

Il governatore del Veneto, nel consueto punto stampa, sottolinea come i dati restituiscano una situazione positiva e preme per le riaperture: «Niente lavori di serie A e serie B»

Luca Zaia nel corso della conferenza stampa giornaliera

Come ogni giorno il governatore del Veneto, Luca Zaia, aggiorna la popolazione sulla situazione dell'epidemia da Coronavirus: «I numeri segnalano un costante calo del contagio, ma non abbassiamo la guardia». E torna a fare pressioni su Roma: «Fossimo stati autonomi avrei già riaperto tutto».

I dati del contagio

Cresce in Veneto il numero di soggetti positivi al Covid-19, 18.618 da inizio emergenza e +65 rispetto a ieri, ma diminuiscono drasticamente i ricoveri, specie in terapia intensiva (79 totali, -8 rispetto a ieri). Numeri confortanti secondo Zaia, che confermano come l'epidemia sia sotto controllo: «Le persone ad oggi sottoposte a isolamento domiciliare perché positive o entrate in contatto con positivi sono 5.503. Le persone attualmente ricoverate che all'ingresso in ospedale erano risultate contagiate sono 910, ma di questi ben 380 sono ad oggi diventati negativi - sottolinea Zaia -. Aumentano le dimissioni, 56 in più rispetto a ieri. Purtroppo abbiamo superato la soglia dei 1.600 morti (1.627) ma l'incremento nelle ultime ore è stato solo di otto unità e non dimentichiamo che il bilancio complessivo punta verso il basso».

Banca del plasma

Molta attenzione è ancora dedicata ai tamponi e alle campagne di screening. «Stiamo procedendo con oltre 11mila tamponi e nelle aziende vanno avanti i test rapidi e quelli sierologici. Le positività si mantengono attorno al 2% - aggiunge il governatore -. Procede anche la sperimentazione nel campo dei test sierologici, con la partenza di uno studio multicentrico che vede protagonista l'Azienda ospedaliera di Padova insieme al San Matteo di Pavia». Gran parlare si è fatto in questi giorni della campagna di raccolta del plasma dei pazienti guariti per curare quelli positivi: «A breve verrà inviata una lettera a tutti coloro che si sono negativizzati per invitarli a un prelievo di sangue - spiega Zaia -. Soltanto una parte di essi avrà sviluppato anticorpi adatti per concentrazione e qualità a poterne estrarre il plasma ma il nostro obiettivo resta crearne una banca fornitissima».

«Siate responsabili. Se il contagio si alza, chiude tutto»

Sottolineando la solidarietà che i veneti continuano a dimostrare con le donazioni arrivate a sfondare il tetto dei 57 milioni, Zaia ha ringraziato i bambini che quotidianamente gli inviano messaggi e disegni, molti dei quali in partenza dal Padovano. L'attenzione però, sottolinea il presidente, resta alta: «La situazione è certamente positiva, ma arrivano molte segnalazioni sui comportamenti irresponsabili adottati da qualcuno. Lo sottolineo: far aumentare il rischio di ammalarsi fa aumentare quello di tornare al lockdown. Se la curva del contagio si alza, torniamo a chiudere tutto. La mascherina va indossata».

L'autonomia

Inevitabile il riferimento alla provincia autonoma di Bolzano che nella notte ha approvato una legge che consente l'apertura anticipata a lunedì i parrucchieri, ristoranti e musei. Legge arrivata prima delle linee guide in materia attese dal Governo, che di conseguenza l'ha impugnata. «Siamo fermamente convinti che il 1 giugno sia una data troppo lontana per la riapertura - spiega Zaia -, ma il potere decisionale ce l'ha il Governo. L'Alto Adige può fare quel che ha fatto perché è una regione autonoma, lo fossimo anche noi avrei già riaperto tutto. Quel che è certo è che non possiamo più aspettare: Roma autorizzi le regioni a presentare dei piani per la riapertura anticipata e ci deleghi la "Fase 2" e abbia il coraggio di riconoscere che l'autonomia era l'unica chiave di gestione di questa fase».

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Trattamento iniquo

Zaia punt il dito contro la grande incertezza che ad oggi regna circa le indicazioni finali sulla riapertura attraverso le famose "schede Inail". «I lavoratori avranno bisogno di adeguarsi e ciò significa ad esempio doversi procurare attrezzature e materiale che non arriveranno dall'oggi al domani - chiosa il governatore -. Perché di fatto la presenza di numerose persone è consentita in determinate attività produttive come le industrie, mentre i negozi devono stare fermi? Mi diano una risposta medica. I rischio zero non ci sarà mai, ma tutti i lavori devono avere pari dignità. Dunque se ci si assume il rischio per determinate aziende, lo si faccia per tutte».

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