Coronavirus, Zaia: «Stiamo lavorando per predisporre un piano di riaperture graduali»

Il governatore del Veneto: «Di certo non riapriremo tutto domani mattina, ma ci stiamo preparando perché bisognerà adottare obbligatoriamente precise misure precauzionali»

Il punto stampa di Zaia

Luca Zaia nella quotidiana conferenza stampa torna a fare il punto sulla situazione del Veneto nell'emergenza Coronavirus. A partire dai dati su ricoveri e tamponi, fino alla possibilità di iniziare una graduale riapertura delle attività e alle preoccupazioni per la scuola e l'economia.

Tamponi

«Abbiamo già effettuato 119.493 tamponi e 10mila sono in attesa di essere analizzati. I dati aggiornati ci parlano di 10.111 positivi destinati a crescere ancora visti i tanti tamponi che stiamo facendo, e 1.001 dimessi. I morti purtroppo salgono a 503, ma ci sono anche 92 nati solo nella giornata di ieri nella nostra regione» ha spiegato il governatore.

Riaperture e scuole

«Alla luce del Dpcm firmato ieri stiamo lavorando a una nuova ordinanza che potrebbe prevedere l'inserimento di ulteriori elementi, ma stiamo effettuando una verifica normativa e al momento non posso aggiungere di più - annuncia Zaia -. Sono arrivati i primi numeri negativi per quanto riguarda i ricoveri, ma l'emergenza non è assolutamente finita. La scuola non è una nostra competenza ma con questi dati pensare di riportare intere masse di ragazzi negli istituti mi pare assolutamente rischioso. Stiamo già pensando di predisporre un piano di riaperture graduali: non sarà una cosa immediata ma dobbiamo prepararci, specie per stilare delle misure precauzionali stringenti ed evitare un "effetto Hong Kong" ossia una nuova ondata di contagio di ritorno».

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Economia e donazioni

«La preoccupazione per la situazione delle imprese è grave, anche perché il Veneto ha un Pil di 150 miliardi di euro annui - aggiunge il governatore -. La Germania con un piano da 550 miliardi si farà trovare pronta alla riapertura dei mercati, ma se questa sarà la rinascita solo per i tedeschi allora l'Europa è finita. Le donazioni toccano quota 19 milioni grazie a 24.677 donatori e siamo a quasi 100 milioni di euro di spesa. Da segnalare che i proprietari di alcuni campeggi del Veneto hanno donato mille soggiorni di una settimana per gli operatori sanitari della regione una volta finita l'emergenza. Ieri ho anche firmato lo stato di crisi per l'agricoltura».

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