Lunedì, 21 Giugno 2021
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«Le zanzare non possono trasmettere il Coronavirus»: lo studio dell'Istituto Zooprofilattico

A svelarlo i dottori Antonia Ricci e Calogero Terregino, "ospiti" del punto stampa di Luca Zaia: «Le zanzare non hanno la "competenza vettoriale" per trasmettere il Covid e quindi sono innocue, mentre gli animali domestici possono prendere il Coronavirus ma non c'è alcun rischio di trasmissione all'uomo»

Calogero Terregino e Antonia Ricci

«Le zanzare non possono trasmettere il Coronavirus». La buonissima notizia è targata Antonia Ricci e Calogero Terregino, rispettivamente direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e responsabile della Struttura complessa SCS5 - Ricerca e Innovazione e della SCS6 - Virologia Speciale e Sperimentazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Coronavirus

Ospiti del consueto punto stampa giornaliero di Luca Zaia, i due dottori - che hanno sequenziato il virus - hanno per prima cosa raccontato l'importanza dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie: «La sede centrale è a Legnaro, in provincia di Padova, e lavorano 650 persone. Svolgiamo sia attività di controllo che di ricerca, e ci occupiamo delle malattie trasmesse da animale a uomo tanto da essere centro di riferimento nazionale e internazionale per questa tipologia di malattie». La dottoressa Ricci, quindi, entra nello specifico: «Capire i meccanismi di questi salti di specie è fondamentale, e il Coronavirus ce l'ha dimostrato. Il virus è legato a tre fattori, e va considerato insieme a loro: gli ospiti che lo trasmettono, il patogeno e l'ambiente. Questi fattori possono modificare la malattia, e il Coronavirus è cambiato perché è cambiato l'ambiente che lo circonda grazie al distanziamento sociale e al lockdown, quindi se diciamo che il virus si è indebolito vuol dire che è diminuita la sua carica virale grazie alle misure. La raccomandazione di non abbassare la guardia, però, è fondamentale, perché il cambiamento del virus è legato ai nostri comportamenti e non al virus in sé, che è rimasto sempre quello: guardando il virus oggi non ho motivi o indicazioni per dire se sia più buono o cattivo, per noi è ugualmente pericoloso tanto che ripeto che se la malattia è cambiata è grazie alle misure drastiche di controllo attuate. Oggi chi contrae il virus entra in contatto con una quantità di virus molto più bassa. È probabile che se non seguiamo le regole attuali si possa tornare indietro. ma sapremo come fare a combattere il Covid e comunque credo che non torneremo mai alla situazione di fine febbraio-inizio marzo, quando ancora non sapevamo davanti a cosa ci trovavamo.

Zanzare

La dottoressa Ricci, quindi, rivela la "notizia di giornata": «In quanto Istituto Zooprofilattico ci stiamo ovviamente occupando anche del rapporto tra il Coronavirus e gli animali, e ci siamo posti problema se le zanzare possono trasmettere il Covid-19 come fanno peraltro con altre malattie. Abbiamo da poco terminato lo studio effettuato in merito sulle possibilità e posso svelarvi in anteprima che l'esito è del tutto rassicurante perché sia la zanzara comune che la zanzara tigre non hanno la “competenza vettoriale” per trasmettere il virus, e quindi sono innocue». All'argomento si aggancia il dottor Calogero Terregino: «Abbiamo studiato anche il rapporto con gli animali domestici, e possiamo affermare che cani e gatti sono vittime e non untori: loro infatti possono prendere il Coronavirus ma non c'è alcun rischio di trasmissione da loro all'uomo».

Recrudescenza e vaccino

Conclusione sempre del dottor Terragino su due temi molto importanti: «Recrudescenza autunnale del virus? Il Covid ha un potere infettivo molto più alto della Sars, ed è rischioso fare previsioni in un senso o nell'altro sull'eventurale nuova ondata perché pur essendo molto simile come struttura ad altri virus ha caratteristiche molto diverse rispetto a loro. Il vaccino? Importanti cordate italiane stanno lavorando in sintonia per accelerare i tempi, quindi potremo recitare un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella successiva produzione».

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