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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Corse saltate, autisti in malattia e "portoghesi": il caos Busitalia Veneto passa (anche) da qui

Gino Colella, amministratore delegato dell'azienda di trasporto pubblico locale, non ci sta: «Sfido chiunque a trovare una provincia in cui saltano meno corse rispetto alla nostra»

Si parla sempre più spesso di "caos Busitalia Veneto", ma c'è chi non ci sta: «Sfido chiunque a trovare una provincia in cui saltano meno corse rispetto alla nostra». L'autore di tale affermazione? Gino Colella, amministratore delegato dell'azienda di trasporto pubblico locale.

Corse saltate e autisti in malattia

E lo dice avvalendosi di dati ben precisi: «Non metto in dubbio che giornalmente saltino delle corse, ma se sono 15-30 sulle 4.462 che effettuiamo ogni giorno vuol dire che stiamo parlando dello 0,3%, quindi di un quantitativo risibile. Da altre parti la situazione è decisamente peggiore». La domanda successiva vien da sé: sebbene siano poche, perché saltano queste corse? Anche in questo caso l'ad Colella presenta numeri oggettivi: «Se mancano autisti è anche a causa delle malattie, che sono aumentate del 27% rispetto al 2021. Vi faccio un esempio: oggi abbiamo 29 autisti assenti sulle linee urbane e 37 sulle linee extraurbane, e spesso lo scopriamo dall'oggi al domani quindi dobbiamo fare i salti mortali per riorganizzare il servizio e stemperare le criticità».

"Portoghesi"

C'è poi un'altra questione che Gino Colella affronta partendo da "lontano": «Tra i problemi che dobbiamo affrontare c'è anche quello dell'importante calo dei ricavi da traffico: lo scorso anno abbiamo perso il 33% rispetto al 2019. Il motivo? Sono cambiate le abitudini, e quindi abbiamo assistito a una fisiologica riduzione dei passeggeri. Per non parlare di chi prende bus e tram e non paga il titolo di viaggio, e vi faccio un esempio in merito: settimana scorsa abbiamo fatto un esperimento, e durante i controlli abbiamo detto a chi era senza biglietto che avevano la possibilità di pagarlo subito invece di prendere la multa. Ebbene, la quasi totalità ha preferito scendere e farsela a piedi: questa è mancanza di etica e cultura».

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