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La pandemia non piega le imprese al femminile che restano 17mila

Da quel migliaio non ci si scosta e le variazioni, di trimestre in trimestre, sono minime. Infatti le imprese delle donne erano 17.683 alla fine del 1° trimestre del 2018 e sono diventate 17.754 nel secondo, 17.833 nel terzo e 17.785 nel quarto. La tesi di Ascom: «Grande resilienza»

Elena Morello

Dal primo trimestre 2018 al primo trimestre del 2021: tre anni condizionati da un ciclone chiamato Covid che non solo non ci ha permesso di vivere, ma ci ha anche costretti a cambiare molte abitudini e, forse, a tornare sui nostri passi su qualche erroneo convincimento. Tra questi le imprese “al femminile”, che hanno tenuto il passo comunque alto, nonostante la pandemia.

I numeri

«Però - sottolinea Elena Morello, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Padova e presidente delle scuole di lingue dell'Ascom Confcommercio di Padova - tutto questo, sulle imprese gestite da donne, sembra non aver impattato in maniera determinante». C'è un numero che ricorre costantemente nelle imprese padovane al femminile ed è 17mila. Da quel migliaio non ci si scosta e le variazioni, di trimestre in trimestre, sono minime. Infatti le imprese delle donne erano 17.683 alla fine del 1° trimestre del 2018; sono diventate 17.754 nel secondo; 17.833 nel terzo; 17.785 nel quarto. Erano scese a 17.664 nel primo trimestre dell'anno successivo; quindi sono risalite fino a quota 17.767 nel secondo. Picchi a 17.800 nel terzo e a 17.812 nel quarto.

Elena Cristofanon

«Doveva essere un trend di crescita molto promettente - continua Morello – quando l’arrivo del covid ne ha arginato l'espansione pur non causandone fortunatamente il crollo». In effetti, il primo trimestre del 2020, le imprese "al femminile" erano 17.627 , ma già il trimestre successivo tornavano ad essere 17.665 per poi salire ancora a 17.705 e chiudere il 2020 a quota 17.660. «Nel primo trimestre del 2021 - aggiunge Elena Cristofanon, presidente di Terziario Donna Ascom Confcommercio Padova - c'è stata un flessione un tantino più accentuata anche se 17.628 imprese rappresentano pur sempre un valore di tutto rispetto soprattutto se consideriamo che molti settori, alcuni dei quali presidiati tradizionalmente dalle donne, hanno dovuto fare i conti con chiusure, contrazioni del fatturato, limitazioni di ogni genere, scarsi ristori». C'è stata dunque una resilienza delle donne d'impresa che sorprende, ma fino a un certo punto. Spesso - continua Cristofanon - le donne arrivano ad avviare un'impresa dopo mille difficoltà, per cui la corazza che hanno dovuto indossare per mettere in piedi la loro attività è servita anche per contrastare la pandemia e le negatività che questa ha causato».

 

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