Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Ascom "adotta" il Vimm: la fondamentale collaborazione per contrastare il Covid

L'“adozione” avrà come fine ultimo gli studi della Prof.ssa Monica Montopoli e del suo progetto di ricerca sui farmaci SERM (Modulatori Selettivi del Ricettore Estrogenico) nel contrasto all’infezione da Sars-Cov-2 e al successivo sviluppo del virus

«Aiutati che il ciel t’aiuta», ricorda un vecchio proverbio e alla saggezza popolare sembra essersi ispirata l’Ascom Confcommercio di Padova nel momento in cui, ormai diversi anni fa, ha avviato la collaborazione con la Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata Onlus - Vimm (Istituto Veneto di Medicina Molecolare) nella convinzione che aiutare la ricerca sia il modo migliore per tutelare la salute di ognuno.

Collaborazione

Una collaborazione che, nel corso dell’ultimo quinquennio, ha visto l’Ascom Confcommercio sostenere i progetti del prof. Andrea Alimonti attraverso l’”adozione” del suo gruppo di ricerca al VIMM. Per quest’anno, un anno particolare che si spera post pandemico ma che in ogni caso è il 25° dalla fondazione del VIMM, l’“adozione” avrà come fine ultimo gli studi della Prof.ssa Monica Montopoli e del suo progetto di ricerca sui farmaci SERM (Modulatori Selettivi del Ricettore Estrogenico) nel contrasto all’infezione da Sars-Cov-2 e al successivo sviluppo del virus. Introdotta dagli interventi del presidente dell’Ascom Confcommercio Padova e Presidente Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin; del presidente della Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata Onlus – VIMM, Francesco Pagano e della vicepresidente della stessa Fondazione, Giustina Destro, la professoressa Montopoli ha illustrato il progetto partendo da alcuni fondamentali risultati delle più recenti ricerche svolte al VIMM sui pazienti affetti da cancro alla prostata trattati con terapie di deprivazione androgenica (ADT). «Lo studio - ha aggiunto Montopoli - pone al centro il possibile ruolo degli ormoni steroidei nella strategia terapeutica Covid-19». Uno sviluppo, come spesso accade nella scienza, magari “non voluto”, ma forse proprio per questo ancora più interessante.

Progetto

Il progetto, svolto in partenariato con l’Università degli Studi di Padova e il Registro Veneto dei Tumori si propone essenzialmente un paio di obiettivi. Il primo: evidenziare nel campione delle donne testate una ridotta prevalenza di infezione in pazienti affette da tumori ormono-dipendenti in terapia SERM (Modulatori selettivi del recettore degli estrogeni). Il secondo: suggerire un effetto offtarget giocato dai SERM che potenzialmente comporta un'alterazione nel meccanismo di fusione tra il virus e la cellula ospite, individuandone un possibile utilizzo clinico nel trattamento dei pazienti Covid-19. «Il nostro obiettivo - ha spiegato la professoressa Montopoli - è quello di indagare l’influenza degli ormoni sessuali nel decorso della malattia Covid-19, in virtù del loro ruolo nella regolazione del sistema immunitario e nelle diverse proteine coinvolte nell’infezione da SARS Cov-2 come ACE2 e TMPRSS, su una popolazione femminile di oltre 50.000 donne testate per l'infezione da SARSCoV-2 nella Regione Veneto. Lo studio prevedrà anche saggi in vitro per determinare aspetti molecolari». La speranza («Ma l’ottimismo in questi casi è d’obbligo» ha sostenuto il presidente Bertin) è che questi risultati possano confermare l’efficacia del raloxifene quale potenziale farmaco contro il Covid-19. «Se sarà così - ha concluso Montopoli - si potrà quindi procedere a sviluppare ulteriormente lo studio, convalidando la ricerca su una coorte più ampia di donne infette da SARS-Cov-2 e corretto in base a più variabili».

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