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Zaia: «Contagi Covid in risalita. E per l'Ucraina c'è bisogno dell'aiuto di tutti»

Il presidente della Regione è convinto che è iniziata la fase endemica «Ci dovremo concentrare sui sintomatici», ha detto. Ed oltre a Isola della Scala, apriranno centri di accoglienza per i profughi ucraini anche a Malcesine e Zevio

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha tenuto questa mattina, 18 marzo, un nuovo aggiornamento su Covid-19 in Veneto ed emergenza Ucraina. Insieme a Zaia, l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Punto di partenza dell'intervento di Zaia è stato il bollettino di oggi sul coronavirus: «Nelle ultime 24 ore abbiamo eseguito 65.655 tamponi e quelli risultati positivi sono stati 6.601, con un'incidenza del 9,23%. Oggi, in Veneto, sono positivi al virus 63.811 cittadini ed i ricoverati per Covid-19 in ospedale sono 819. Quelli ricoverati in area non critica sono 764, mentre in terapia intensiva ci sono 55 pazienti Covid e 327 pazienti non Covid. L'indice di contagio (Rt) è 0,9. Il tasso di occupazione ospedaliero è 2,4% in terapia intensiva e 7,4% in area medica. L'incidenza settimanale è 713 casi ogni 100mila abitanti».
Dati che sono stati così commentati dal presidente della Regione: «Siamo in allerta perché la curva dei contagi inizia a salire ed importante sarà l'impatto sull'ospedalizzazione. Al momento, l'impatto è negativo perché i pazienti Covid diminuiscono. Siamo passati alla fase endemica e condivido la scelta di chiudere lo stato di emergenza il 31 marzo. Dovremo avere sempre la cura di indossare la mascherina in caso di assembramenti. E dovremo capire se in questa fase il virus ha un impatto ospedaliero non rilevante, in modo da modificare il piano di sanità pubblica per concentrarci solo su chi ha sintomi».

Luca Zaia ha poi dichiarato di aver avuto un lungo colloquio con il capo nazionale della protezione civile Fabrizio Curcio a cui ha messo a disposizione l'ospedale mobile che lo stato del Qatar regalò al Veneto durante la prima ondata di coronavirus. Nei prossimi giorni, il corpo principale di questa struttura sarà posizionato dalla protezione civile nel luogo ritenuto più idoneo per l'accoglienza dei profughi ucraini.

«I dati aggiornati a questa mattina dicono che in Veneto alloggiano 5.900 profughi provenienti dall'Ucraina - ha aggiunto Zaia - I tamponi finora eseguiti a chi è scappato dalla guerra sono stati 11.331, quindi immagino che i profughi attualmente ospitati siano superiori ai 5.900 registrati, anche se alcuni dopo aver sostato in Veneto continuano il loro viaggio e vanno altrove. Quasi 4 profughi su 10 hanno meno di 14 anni, circa la metà hanno tra i 15 e i 50 anni e il 71% sono donne. I profughi ucraini attualmente ricoverati sono 20. Nei centri di accoglienza regionali abbiamo attualmente 197 profughi ospitati: a Noale sono 84, a Valdobbiadene 18 e a Isola della Scala 95. Presto poi apriremo centri anche a Malcesine, Zevio, Monselice e Asiago. Per un totale di 1.200 posti letto disponibili. A questi si aggiungono i posti letto offerti dai cittadini veneti che sono arrivati a 9.231. E con le offerte in denaro abbiamo superato il mezzo milione di euro».

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