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Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

«Casi positivi, ricoveri in area non critica e in terapia intensiva sono in aumento anche oggi in Veneto. Siamo circondati dal virus. Lo dico da quasi 60 giorni: fino a quando continueremo a trovare nuovi positivi il virus non se ne sarà andato»

«Casi positivi, ricoveri in area non critica e in terapia intensiva sono in aumento anche oggi in Veneto. Siamo circondati dal virus. Lo dico da quasi 60 giorni: fino a quando continueremo a trovare nuovi positivi il virus non se ne sarà andato». Inizia con queste parole, mercoledì 3 marzo, il nuovo punto stampa del Governatore Luca Zaia sull'emergenza Covid in Veneto. «Il futuro prossimo sarà solo in salita e non in discesa. Ieri i colleghi Governatori delle regioni, nella riunione con il Governo, hanno parlato di scenari preoccupanti. I parametri dell'indice Rt ci indicano che il Veneto è a rischio di tornare in zona arancione da lunedì 8 marzo. L'aumento dei contagi si vede anche dalla presenza dei focolai scolastici. Avevo ragione: io non mi diverto a chiudere le scuole. La scuola e i ragazzi non hanno colpe ma abbiamo l'obbligo di essere obiettivi, l'ho detto anche al Ministro Bianchi. Con il nuovo Dpcm il Governo ha fissato dei parametri sulla scuola: oltre all'incidenza dei 250 positivi su 100mila abitanti, bisognerebbe però considerare anche il numero di positivi su un numero uniforme di tamponi fatti dalle regioni. Io avrei pensato e voluto un fermo prudenziale delle scuole: con le nuove norme non posso però chiudere gli istituti del Veneto di punto in bianco» ha detto il Governatore.

Monitoraggio

«Con l'assessore Lanzarin e il dottor Flor stiamo pensando di attuare un monitoraggio a livello comunale sui tassi di incidenza. Ci sono Comuni, infatti, dove l'incidenza dei 250 positivi (in proporzione al totale degli abitanti del paese) potrebbe già essere stata raggiunta. Il Covid ha creato danni umani, psicologici ed economici: ne dobbiamo venir fuori ma ci vuole l'impegno di tutti. Mascherina, distanziamento e igiene delle mani valgono più di un lockdown. Spero che Draghi risolva al più presto la questione vaccini. Se aspettiamo l'Europa moriremo tutti senza vaccini. Il vaccino anti-Covid verrà fatto con richiamo annuale. Penso poi che la suddivisione a zone delle regioni abbia impedito un nuovo lockdown nazionale in Italia. Per il resto non vedo grandi novità dal nuovo Dpcm. Al momento - conclude Zaia - non ho in programma nuove ordinanze regionali».


 

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