Il credito nel terziario ai tempi del covid: 1964 richieste di moratoria finanziamento attivate

Microimprese e pmi che in questo periodo, grazie all’azione di Fidi Impresa & Turismo Veneto, hanno potuto contare su 30 milioni di euro deliberati dalle banche con 20,5 milioni di euro di garanzie

Da un lato la moratoria varata dal governo per la sospensione delle rate di chi si è trovato in difficoltà a causa della pandemia, dall’altro l’aumento delle richieste di credito da parte delle famiglie certificato dal Crif (Centrale Rischi d'Intermediazione Finanziaria). «Sembrerebbe un controsenso – ammette Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova e presidente di Confcommercio Veneto – ma lo è fino ad un certo punto. L’aumento dell’indebitamento familiare può essere un segno di ritrovata fiducia delle famiglie, ma può anche essere letto come una necessità di accedere al credito al consumo per effettuare acquisti non rinviabili».

Il reddito

C’è poi tutto il ragionamento su chi un reddito certo ce l’ha (ad esempio i dipendenti pubblici) e chi invece ha un reddito che gli deriva dall’essere un lavoratore dipendente del settore privato (dunque più esposto ai rischi dell’economia) o un lavoratore autonomo, titolare d’impresa o professionista che sia, che ha dovuto fare i conti (e continua a doverli fare) con un blocco totale prima ed una ripartenza lenta poi. «Di sicuro è che abbiamo interi settori – continua Bertin – che sono ancora completamente fermi: gli alberghi in città, l’intero comparto dell’intrattenimento, degli spettacoli e delle fiere e alcuni (bar e ristoranti) che “viaggiano” (si fa per dire) con i motori al minimo». E’ tra queste imprese in forte sofferenza che possiamo trovare le 1.964 aziende che, in questi mesi, hanno chiesto, attraverso Fidi Impresa & Turismo Veneto, il confidi di Confcommercio, la moratoria sui finanziamenti. Un numero tutto sommato marginale se rapportato alle domande di moratoria che, in Italia, sono oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 301 miliardi che si riducono a 158 miliardi e a 1,3 milioni se l’analisi abbraccia solo le pmi che, comunque – va sottolineato - non sono le microimprese che rappresentano pur sempre il tessuto economico preponderante del nostro territorio.

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Trenta milioni

Microimprese e pmi che, ad ogni buon conto, in questo periodo, grazie all’azione di Fidi Impresa & Turismo Veneto, hanno potuto contare su 30milioni di euro deliberati dalle banche con 20,5 milioni di euro di garanzie del confidi a seguito sia dei decreti governativi che delle iniziative delle amministrazioni locali. «Purtroppo – conclude il presidente – le moratorie non cancellano i debiti pregressi che vanno onorati con l’aggiunta di quelli nuovi. Non esattamente ciò che avevamo chiesto al governo con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza delle imprese soprattutto “congelando” gli esborsi nei confronti della fiscalità nazionale e locale. Imposta di pubblicità e tariffa asporto rifiuti, in molti casi (alberghi in primis), continuano ad essere richiesti nella misura del 100% quando è chiaro a tutti che si tratta di soldi che non sono mai entrati nelle casse di chi, addirittura per un lungo periodo “per legge”, non ha potuto lavorare».

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