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Dalla Polonia verso Padova altri trenta scampati dalla furia della guerra in Ucraina

Consegnato a Przemysil in Polona tutto il materiale raccolto grazie alle donazioni di tanti padovani, è arrivato il momento di accompagnare chi dopo la fuga dall’Ucraina cerca riparo in Italia

Consegnato a Przemysil in Polona tutto il materiale raccolto grazie alle donazioni di tanti padovani, è arrivato il momento di accompagnare chi, dopo la fuga dall’Ucraina, cerca riparo in Italia. E’ in fondo questo il reale obiettivo della missione lanciata da Confapi insieme a Protezione Civile e Croce Verde. Quella di aiutare chi vuole mettersi in salvo. Aiutare tutti è ovviamente impossibile, ma si fa il possibile per accompagnare fuori dagli hub di prima accoglienza più persone possibile. Nello specifico chi cerca riparo nel nord Italia. Nella mattinata è partita una famiglia, madre e due figli di cui uno con problemi deambulatori, con destinazione Cittadella. Nel primo pomeriggio poi è partito il pullman messo a disposizione dall’azienda di trasporti Cavinato con a bordo trenta persone. Poco dopo è stata la volta di un altro mezzo con tre bambini, due signore e un cagnolino. Anche loro diretti nel padovano. Una giornata, quella di sabato, davvero molto impegnativa. Se da un lato c’è la soddisfazione di vedere persone mettersi in salvo, dall’altra è sempre più evidente la difficoltà di chi deve gestire la macchina dei soccorsi. Anche sabato la conferma che i veri protagonisti di questa importante emergenza umanitaria sono i volontari. Senza di loro nulla di quello che sta accadendo, dal punto di vista di accoglienza, sensibilità e disponibilità, sarebbe possibile. Ci sono persone arrivate qui per dare una mano da tutto il mondo: ci sono indiani, americani, canadesi, inglesi, francesi, israeliani, tedeschi, francesi e tanti altri. Sono loro, grazie a coraggio e disponibilità e con la loro generosità, che stanno mettendo a nudo tutti i limiti del piano dei soccorsi.

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