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Daniela Mapelli eletta rettrice: è la prima volta nella storia

E' la prima donna alla guida dell'Università di Padova. Il rettore uscente, Rosario Rizzuto: «A lei va il mio più affettuoso augurio di buon lavoro: ma sono certo che saprà guidare al meglio il nostro Ateneo nel suo nono secolo di vita»

Daniela Mapelli è stata eletta rettrice con il 53,7% delle preferenze. La docente di Neuropsicologia è la prima rettrice del Bo in 799 anni. Patrizia Marzaro ha raggiunto il 46,2%. «Mai come ora, in questi momenti, i ritratti degli uomini che hanno guidato l’Università di Padova mi sembrano restituire vividamente le loro storie, i loro pensieri, le loro speranze - ha detto la vincitrice del ballottaggio - Chissà se nel momento dell’elezione erano commossi, così come sono io, o magari sentivano già forte il senso di una dolce responsabilità, quella di guidare l’Università di Padova. Dal prossimo ottobre potremo – finalmente! – dire «uomini e donne che hanno guidato l’Università di Padova». In questo Ateneo sono cresciuta. Professionalmente, certo, ma soprattutto come donna. Ho trovato persone che hanno segnato la mia vita. Fatemene ringraziare una per tutte: il mio maestro Carlo Umiltà. Grazie a tutti voi per aver scelto il nostro programma, la nostra visione di Università. Grazie a donne e uomini che mi hanno supportato, spronato, capito, sopportato. È la vostra vittoria. Lavoreremo con passione per la nostra Università. Lavoreremo per poter farvi dire, poi, "è stata la scelta giusta"».

Prima donna

«La grande comunità accademica ha espresso la sua scelta, eleggendo Daniela Mapelli rettrice per i prossimi sei anni. L’altissima partecipazione al voto, in tutte e tre le giornate di votazione, oltretutto al termine di una campagna elettorale unica nel suo genere causa pandemia, è stata un bellissimo segnale di interesse per il futuro del nostro Ateneo», commenta Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova. «Ora, alla fine di una campagna elettorale intensa, posso esprimere la mia grande felicità per l’elezione della professoressa Mapelli, prima donna – ed era ora – alla guida dell’Università di Padova. Donna di indubbie e straordinarie qualità, con una grande propensione all’ascolto e alla condivisione. Ha dato un contributo essenziale in questi sei anni di rettorato, con un ruolo cruciale nella gestione della didattica di un’Università interdisciplinare, con oltre 200 corsi di laurea. Il suo lavoro ha contribuito fortemente nel posizionare l’Ateneo in fascia A, quella d’eccellenza, nell’accreditamento dell’Anvur. Le capacità con le quali ha saputo affrontare la sfida posta dall’emergenza sanitaria hanno dimostrato, ancora una volta, il suo valore. A lei va il mio più affettuoso augurio di buon lavoro: ma sono certo che saprà guidare al meglio il nostro Ateneo nel suo nono secolo di vita».

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Il messaggio di Marzaro

«l risultato che abbiamo raggiunto è comunque un grande risultato, di cui siamo estremamente orgogliosi, anche perché le condizioni di partenza erano molto diverse - ha commentato la docente di Diritto amministrativo - Abbiamo fatto un lavoro enorme assieme alla comunità della nostra Università e credo che abbiamo avuto il merito di risvegliare l’identità più profonda del nostro Ateneo, fatta di libertà della ricerca e della didattica e di tanto lavoro comune. Abbiamo dato voce al bisogno di recuperare quest’identità profonda senza piegarci a una logica aziendalistica che rischia di sacrificare le specificità del servizio che prestiamo alla comunità e di impoverirci dal punto di vista culturale. La lettura che faccio di questa straordinaria esperienza è che l’Università si è divisa tra la voglia e la paura di cambiare. Conto che la nuova Rettrice abbia la sensibilità, la saggezza e la lungimiranza per capire che il desiderio di cambiamento esprimeva la necessità profonda di essere riconosciuti come persone, ognuna nel proprio ruolo, legate da fini comuni. Solo restituendo a ciascuno questa identità e governando con la necessaria trasparenza, la nostra Università potrà tornare a essere una comunità coesa. Non ho dubbi che anche i Direttori di Dipartimento lavoreranno in questo senso. Da molte parti dell’Ateneo ho ricevuto sollecitazioni a non chiudere questa esperienza e stiamo già pensando ad una qualche forma di aggregazione che ci permetta di essere un punto di riferimento sui temi che hanno animato il nostro progetto, all’interno e anche sul territorio. Alla nuova Rettrice, la prima Rettrice della storia della nostra Università, faccio i migliori auguri di un buon lavoro e che sappia tenere fede alla promessa di ascolto, dialogo, condivisione su cui ha dichiarato di costruire i pilastri del suo mandato di governo».

Le congratulazioni di Giordani

«Congratulazioni vivissime alla nuova Rettrice eletta dell’Ateneo Patavino, Professoressa Daniela Mapelli. Le auguro buon lavoro a nome della città», ha commentato il primo cittadino appena avuto la notizia. «Ho seguito con estremo rispetto e attenzione il ricco dibattito interno alla nostra Università, che ha visto tutti i candidati e le candidate esporre posizioni e idee utili non solo alla comunità accademica ma anche alla comunità padovana. Ne faremo tesoro. Il connubio tra la città e l’Università è irreversibile e indissolubile e gli 800 anni di storia che ci accingiamo a celebrare solo lì a dimostrarlo. Onoriamo anche il fatto che per la prima volta il nostro Ateneo ha affidato con i processi democratici previsti la sua guida a una figura femminile, è un fatto molto significativo che deve fare riflettere ed essere di ispirazione per tutte e tutti». Ci sono anche le parole di commiato al rettore uscente, oltre i complimenti per l'elezione della prima rettrice nella storia dell'Università. «Alla nuova Rettrice dal momento del suo insediamento assicuro fin da subito la più ampia collaborazione mia e della Giunta. Padova ha bisogno di un grande gioco di squadra sul solco di quanto già avvenuto col Rettore Rosario Rizzuto che ha garantito sei anni di mandato caratterizzati da grande visione strategica e armonia con il tessuto sociale e istituzionale della città, voglio ringraziarlo della collaborazione, della stima e dell’amicizia, il suo lavoro ha contribuito a rendere Padova più dinamica e attrattiva».

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