Maltempo, gravi danni nel weekend nel Padovano: «Pronti a chiedere lo stato di calamità»

«Viviamo in uno stato di continua emergenza a causa dei mutamenti climatici, alle autorità competenti chiediamo un piano ad hoc per far fronte ai danni subiti dal settore primario»

«Viviamo in uno stato di continua emergenza a causa dei mutamenti climatici, alle autorità competenti chiediamo un piano ad hoc per far fronte ai danni subiti dal settore primario». Il giorno dopo la tempesta “perfetta” che ha sferzato il Montagnanese, l’area dei Colli Euganei, in particolare Rovolon, e dell’Alta Padovana (soprattutto Campodoro e Carmignano di Brenta), il direttore di Cia Padova Maurizio Antonini lancia un grido d’allarme: «Questi fenomeni atmosferici sono sempre più frequenti e rischiano di compromettere un anno intero di lavoro. La vendemmia e la raccolta della frutta e degli ortaggi, in questo momento nella loro fase clou, sono state messe a dura prova. Ingenti i danni alle colture».

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Alla luce di quanto accaduto, lo stesso Antonini domanda «sopralluoghi urgenti da parte dei tecnici per valutare l’entità delle perdite. Nel caso, siamo pronti a presentare apposite istanze finalizzate ad ottenere lo stato di calamità. Vigneti danneggiati, alberi secolari sradicati: un disastro che ancora una volta comporterà notevoli riduzioni in termini di reddito ad un comparto già fortemente colpito dagli effetti devastanti del Coronavirus. Ormai la tendenza è chiara, siamo chiamati a convivere con i cambiamenti climatici. Oltre che, almeno nel breve-medio periodo, col covid. Serve una cabina di regia unica che sia in grado di predisporre delle azioni concrete per affrontare la situazione». Fra le misure da adottare, «ristori dei danni veloci, senza tutta quella burocrazia che fa perdere giornate intere di lavoro agli imprenditori agricoli. Nell’era del digitale occorre snellire le pratiche e facilitare l’assegnazione dei contributi, che vanno distribuiti in maniera equa».

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