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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Vecchie caldaie, a Padova sono 46mila: i dati

Si tratta di circa il 10% del totale degli impianti attualmente attivi negli edifici ad uso residenziale, negli uffici e negli stabilimenti produttivi della provincia

Con l'arrivo della primavera e la chiusura della stagione termica è fondamentale prendersi cura del cuore dell'impianto di riscaldamento di casa: la caldaia. Nella sola provincia di Padova, secondo una stima di Cna Padova e Rovigo a partire dai dati del catasto regionale degli impianti termici (Circe) in questo 2024 sono presenti almeno 46mila caldaie “di vecchia generazione”, quelle per cui la manutenzione è particolarmente importante perché quello che il tecnico va a verificare è, di fatto, la sicurezza dell’impianto. Si tratta di circa il 10% del totale degli impianti attualmente attivi negli edifici ad uso residenziale, negli uffici e negli stabilimenti produttivi della provincia.

Caldaie

Eppure i padovani tendono spesso e volentieri a “dimenticare” il controllo annuale, che pure è prescritto dalla normativa che regola la manutenzione degli impianti. Lo evidenzia uno studio condotto tra il 2020 e il 2022 dalla Provincia di Padova, attraverso la società in house Padova Attiva, che dal 2002 organizza, cura e gestisce per conto della Provincia i controlli sull’efficienza degli impianti termici. Nel periodo di riferimento, la società ha effettuato 493 ispezioni in loco e rilevato 181 avvisi di impianti non idonei (oltre il 36,7% del totale). In alcuni casi si è trattato di errori burocratici o di ritardi nell’adempimento dovuti anche alla pandemia, mentre solo 52 ispezioni hanno dato un esito realmente negativo. «La manutenzione degli impianti di riscaldamento - spiega Daniele Donà, presidente della categoria Installatori di Cna Padova - è molto importante, non solo perché prescritta dalla legge con scadenze periodiche a seconda dell’impianto, in linea di massima annuali. In generale, la verifica sugli impianti ha tre obiettivi: sicurezza, perché la corretta e regolare manutenzione della caldaia garantisce una maggiore - protezione contro i rischi di asfissia, esplosione, incendio; salvaguardia ambientale, perché una corretta combustione riduce l’emissione di sostanze inquinanti; risparmio energetico: migliorando l’efficienza degli impianti termici, ottenuta con la corretta manutenzione, si riduce la quantità di combustibile a parità di calore prodotto, ottenendo anche un risparmio economico sulle spese di riscaldamento».

Manutenzione e sicurezza

«Le vecchie caldaie - continua Donà - sono quelle che comportano più rischi per la sicurezza: ad esempio va ispezionata la canna fumaria per evitare rischi dovuti all’esalazione di monossido. Un altro problema che abbiamo riscontrato talvolta sono le perdite di gas, che possono dare problemi di salute e, nei casi più gravi, causare esplosioni o incendi. Si tratta fortunatamente di casi rari, ma quando succede i rischi sono gravissimi. Gli impianti più moderni hanno comunque bisogno di manutenzione ma per ragioni diverse. Negli impianti a pompa di calore e in quelli ibridi, ad esempio, va controllato il circuito frigorifero: l’eventuale perdita di gas refrigerante non desta particolare preoccupazione per la nostra salute, ma è inquinante. Allo stesso modo le moderne pompe di calore hanno bisogno di controlli sulle batterie, che se non correttamente funzionanti influiscono sulla resa dell’apparecchio. In altre parole se non sono pulite consumano di più». Tra i numerosi tipi di impianti, sono relativamente diffusi anche quelli a pellet o legna: «Anche questi - chiude Donà - vanno controllati e mantenuti efficienti: anche in questo caso, se le canne fumarie non vengono mantenute pulite, il pericolo è evidente. Pensiamo solo a quanto sono numerosi, oggi, i tetti in legno: non è difficile immaginare i possibili danni».

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