Dazi Usa, scade l'ultimatum di Trump: nella "black list" anche prodotti dell'agricoltura padovana

«Nella nostra provincia, e in particolare dagli allevamenti dell’Alta Padovana, escono oltre due milioni di ettolitri di latte fresco destinati ad essere trasformati in larga parte in formaggi a marchio di qualità»

Donald Trump

Scade l’ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per l’applicazione di nuovi dazi a una lista di prodotti europei che per l’Italia riguarda un valore dell’export di 3 miliardi di euro e si estende tra l’altro a vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti: è quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla conclusione della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) degli Usa sulla nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire a seguito della disputa sugli aiuti al settore aereonautico.

Prodotti nostrani

Un contenzioso che per l’Italia riguarda i 2/3 delle spedizioni agroalimentari totali con gli Usa che - precisa la Coldiretti - minacciano di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, dopo l’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 delle tariffe aggiuntive del 25% che hanno già colpito specialità italiane come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori. La “guerra dei dazi” ha delle ripercussioni anche su alcuni fra i principali prodotti agricoli della nostra provincia, spiega Coldiretti Padova, in particolare i formaggi Dop Grana Padano e Asiago, e vini come il Prosecco e il Pinot Grigio, le cui esportazioni verso l’estero rappresentano una fetta importante del mercato. Spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «Nella nostra provincia, e in particolare dagli allevamenti dell’Alta Padovana, escono oltre due milioni di ettolitri di latte fresco destinati ad essere trasformati in larga parte in formaggi a marchio di qualità. Sono almeno 135mila le forme di Grana Padano prodotte nella nostra provincia mentre si attestano a 70mila quelle di Asiago. Il giro d’affari complessivo del settore lattiero caseario della nostra provincia supera gli 88 milioni di euro e conta circa 500 aziende. Dopo le tensioni della primavera, con l’inizio della pandemia, che avevano favorito manovre speculative, ora i prezzi del latte alla stalla stanno risalendo ma temiamo un contraccolpo anche sul fronte delle esportazioni verso gli Stati Uniti. A risentirne anche due vini tra i più prodotti nella nostra provincia, specie in pianura, il Prosecco e il Pinot Grigio, che negli ultimi anni hanno conosciuto un significativo incremento proprio sulla spinta delle esportazioni».

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Coldiretti

Come sottolineano da Coldiretti «Gli Stati Uniti sono il principale consumatore mondiale di vino e l’Italia è il loro primo fornitore con gli americani che apprezzano tra l’altro il Prosecco, il Pinot grigio, che a differenza dei vini francesi erano scampati alla prima black list scattata ad ottobre 2019. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite». Aggiunge Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti: «Occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia e dell’agricoltura duramente colpita dall’emergenza Coronavirus. L’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione proprio all’inizio di agosto di sei anni fa ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy 1,2 miliardi ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa. Al danno peraltro si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna ed Gran Bretagna».

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