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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Ddl Zan affossato, la Cgil: «Amarezza per questo stop nel percorso dei diritti umani»

La legge contro l'omotransfobia del parlamentare padovano è stata affossata al Senato e questo ha scatenato le reazioni della società civile

Nella giornata di mercoledì 27 ottobre il Ddl Zan è stato affossato in Parlamento. È stata approvata la cosiddetta “tagliola” con voto segreto perciò la legge sull’omotransfobia dovrà aspettare la prossima legislatura. Il fatto ha suscitato reazioni nel dibattito pubblico, anche dalla Cgil padovana. «Ieri è stata scritta una pessima pagina della storia parlamentare di questo Paese. Esprimiamo amarezza per questo stop nel percorso dei diritti umani e solidarietà umana e politica all’onorevole Alessandro Zan: lo esortiamo a continuare questa battaglia di civiltà. La Cgil e il Paese reale stanno con lui» ha detto Aldo Marturano, segretario generale della Cgil di Padova.

Il commento


«Quella di ieri è stata indubbiamente una pessima pagina nella storia parlamentare di questo Paese – dice Marturano – e lo stop al percorso per una legge contro i crimini d'odio, cui la stessa Unione Europea ci aveva sollecitato, rappresenta indubbiamente un brutto colpo per chi crede e si batte per i valori dell'uguaglianza, della solidarietà e democrazia incarnati anche dalla nostra Carta Costituzionale. In questo senso, le urla di giubilo e i cori da stadio ai quali abbiamo assistito e a cui si sono lasciati andare diversi senatori, sono stati uno spettacolo indecoroso e indegno. Accanto a questo – prosegue il segretario della Cgil padovana – desideriamo esprimere la nostra solidarietà sia umana che politica all’onorevole Alessandro Zan, il cui nome identifica il Ddl fermato dal voto segreto in Senato. Non possiamo dimenticare la sua vicinanza alla nostra organizzazione, dimostrata, recentemente, in due occasioni: la prima, nella vicenda di caporalato che ha coinvolto Grafica Veneta dove, nella vertenza che ci vede coinvolti a tutela dei lavoratori pachistani, è stato tra i primi a prendere una netta posizione a loro difesa e di condanna dell'azienda, arrivando coerentemente e conseguentemente, a ritardare l'uscita del suo libro per la decisione di farlo stampare altrove. La seconda, in occasione degli attacchi subiti dalla Cgil e culminati con la devastazione della nostra sede nazionale a Roma, cui il giorno dopo abbiamo reagito tenendo aperte tutte le nostre sedi, a partire da quella centrale in via Longhin, dove abbiamo ricevuto la sua visita in segno di vicinanza e solidarietà. Sono vicende che non dimentichiamo e di cui gli siamo riconoscenti. Ora è il nostro momento di esprimere a lui la nostra solidarietà – conclude Marturano – sia umana, sia politica. Una solidarietà che si estende a quella parte del Paese, riteniamo maggioranza, che su questi temi, ha una posizione decisamente meno retrograda da quella emersa a Palazzo Madama. La strada dei diritti umani, contro l’omofobia e transfobia è lunga ma non si è interrotta. La storia non si può fermare».

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