Decreto emissione: domande di regolarizzazione ai servizi Cisl di Padova e Rovigo

Botton: «Non tutte le richieste sono andate a buon fine. Attendiamo proroga». A livello nazionale sono state presentate 207.542 domande, 176.848 delle quali per lavoro domestico

Anche la Cisl Padova Rovigo si è attivata con i propri servizi Anolf, Caf e Inas per aiutare i datori di lavoro e i lavoratori che si sono rivolti al sindacato a presentare le domande di regolarizzazione previste dal decreto emersione del 27 maggio 2020. I dati sulle domande presentate sono stati pubblicati dal Ministero dell'Interno e vedono nel territorio di Padova 2.026 domande per lavoro domestico e 389 per lavoro subordinato (previsto per i settori agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse), per un totale di 2.415 domande, mentre nel territorio di Rovigo sono state presentate 405 domande per lavoro domestico e 327 per lavoro subordinato, per un totale di 732 domande.

Le richieste

«Purtroppo – commenta Stefania Botton,  segretaria amministrativa con delega alle politiche sociali, pari opportunità e immigrazione  della Cisl Padova Rovigo  – non si è riusciti ad accontentare tutte le innumerevoli richieste pervenute ai nostri uffici a causa della impossibilità da parte del lavoratore straniero di dimostrare la permanenza sul territorio italiano alla data prevista dal decreto (l’8 marzo 2020) e a volte per la mancanza dei requisiti necessari legati al reddito richiesti per il datore di lavoro. Questo ha impedito a migliaia di lavoratori in tutta Italia di poter accedere alla sanatoria, ma nello stesso tempo ha costretto a rimanere nell'ombra e nel lavoro nero tutte queste persone, sottraendo allo Stato italiano risorse preziose».

Le domande

A livello nazionale sono state presentate 207.542 domande, 176.848 delle quali per lavoro domestico (l’85%) e 30.694 per lavoro subordinato, in un rapporto che rispecchia più la realtà padovana e meno quella polesana (dove le domande per lavoro domestico sono il 55%). Il Veneto, con 12.570 domande, si colloca quinto tra le Regioni per numero di richieste presentate. La maggior parte dei datori di lavoro risulta di nazionalità italiana. Per quanto riguarda invece la nazionalità dei lavoratori, la maggior parte di quelli per cui è stata chiesta la regolarizzazione per lavoro domestico proviene da Ucraina, Bangladesh e Pakistan mentre per il lavoro subordinato risultano più domande per i lavoratori provenienti da Albania, Marocco, India e Pakistan. «Ora attendiamo che il governo quantifichi al più presto l'onere a carico dei datori di lavoro – conclude Botton – ma auspichiamo anche una proroga, magari fino a fine anno, per garantire la regolarizzazione in alcuni specifici settori quali il lavoro in agricoltura, dove si fatica a trovare lavoratori stagionali, o in quello di cura delle persone non autosufficienti, visto il primato del nostro territorio in fatto di presenza percentualmente elevata di anziani over 65enni».

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