Lunedì, 20 Settembre 2021
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La Gran Guardia è una discarica, la rabbia dei residenti

Come quasi ogni weekend gli abitanti di piazza dei Signori si sono risvegliati sommersi di cartacce e bottiglie. Tra chi minimizza e chi se la prende con l'amministrazione, basterebbe un po' di educazione

Gli scalini della Gran Gurdia la mattina del 24 luglio

Ci risiamo. Nonostante i controlli, nonostante le restrizioni, nonostante gli appelli alla movida responsabile, nel weekend piazza dei Signori viene presa d'assalto e la mattina gli operatori ecologici, i residenti e i lavoratori di Piazza dei Signori, hanno ormai l'appuntamento fisso con gli scalini della Gran Guardia. E oggi Padova rischia di diventare patrimonio Unesco.

L'abbandono

Viene lasciato di tutto. Bottiglie di birra, cartacce, cicche di sigarette e qualsiasi segno di bivacco si possa immaginare. Se passasse oggi un commissario dell'Unesco probabilmente escluderebbe Padova dalle candidate sacrificando la bellezza di Giotto e gli affreschi per dare un segnale di civiltà. Parte dei residenti se la prende con l'amministrazione, solitamente capro espiatorio di qualsiasi cosa accada in città. Murare gli scalini non si può. "E Giordani e Bonavina cosa dicono? Cosa fanno?". A metterci una cancellata ci aveva pensato l'allora assessore leghista Fabrizio Boron, ma venne considerata un'idea di chiusura illegittima. La polizia locale c'è, turni permettendo, ma ha il compito di evitare assembramenti, risse e controllare qualche testa calda, che tra le migliaia di persone che frequentano le piazze nel weekend c'è sempre. Sta a chi consuma birra, panini, gelati, avere la naturalezza di gettare i rifiuti nei cestini, che tra l'altro sono stati aggiunti negli ultimi mesi proprio dall'amministrazione. Altri se la prendono con la gestione, considerata "sconsiderata" da parte dei baristi e dei titolari dei locali. Ma non sta a loro erudire i ragazzi della Gran Guardia, che magari guardano questa foto potrebbero anche pentirsi un po' di quello che hanno lasciato nella serata precedente. Alle 8 di mattina non c'è già più nulla. I netturbini spazzano via tutto, ma poco prima la piazza è quasi sempre una piccola discarica a cielo aperto. E qualcosa dovrà pur essere fatta per evitarlo e per educare chi è abituato a consumare, infischiandosene del bene pubblico. E stavolta la narrazione non è quella semplice dello straniero che non rispetta le regole a casa degli altri, ma è quella di chi in casa propria cammina tranquillamente con le scarpe piene di fango. Tanto qualcuno passerà a pulire.

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