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Martedì, 18 Gennaio 2022
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«Disagi per minori e fragili ulteriormente aumentati durante la pandemia»: il nuovo allarme

L'allarme è stato lanciato al convegno “Per i diritti alla crescita e alla cura”, a cura del Tavolo Veneto Welfare: «In alcune zone è addirittura triplicato l’accesso delle fasce pediatriche al pronto soccorso per tentativi di suicidio e autolesionismo».

È univoco l'allarme lanciato al convegno “Per i diritti alla crescita e alla cura”, a cura del Tavolo Veneto Welfare a Padova: i disagi dei minori e delle categorie fragili aumentano in modo esponenziale di anno in anno, peggiorando ulteriormente con la pandemia.

Disagi

Afferma Paolo Rigon, referente del Tavolo Veneto un welfare per i Minori: «È tempo di agire, non si può più aspettare: i Lea, i Livelli essenziali socio sanitari previsti per legge da dpcm del 12.01.2017 vanno applicati. Va previsto un consultorio ogni 25.000 abitanti non ogni 58.000 abitanti come succede ora. Se si pensa che ci sono due medici di territorio, quello di famiglia e pediatra, per 1.000 abitanti si capisce il grande divario che ci separa per poter far fronte alle necessità dei meno rappresentati. Nei prossimi piani di zona in programmazione a inizio 2021 vanno programmati questi strumenti di presa in carico e cura del disagio minorile». Sandra Zampa, già sottosegretario alla Sanità e ora consulente del Ministero, subito incalza: «Le cose non funzionavano già prima, il Covid le ha fatto esplodere. Nei pronti soccorsi è raddoppiato e in alcune zone triplicato in questo ultimo anno e mezzo l’accesso delle fasce pediatriche per tentativi di suicidio e autolesionismo».

Dati

Arianna Saulini di Save The Children elenca ai convenuti una serie di dati del disagio: «Nel 2020 sono 1 mln e 346mila i minori in povertà assoluta, il 13,6% dei bambini e adolescenti in Italia. In un solo anno si è registrato un +209mila per la fascia 0-17 come effetto immediato della pandemia. Le famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza nel 2020 sono aumentate del 40%». Dietro questi numeri assoluti si nascondono le piaghe del nostro Paese: una povertà materiale che si collega strettamente alla povertà alimentare, alla povertà educativa e in piena pandemia a una povertà digitale. Basti pensare che il 12,3% dei minori tra i 6 17 anni secondo l’Istat non hanno avuto accesso durante la pandemia a pc/tablet per l’istruzione, mentre il 44% non ha Internet a casa. L’assessore alla Sanità della Regione Manuela Lanzarin si trova d’accordo: «Il particolare momento storico che stiamo vivendo è difficile, ma di ripartenza. Abbiamo di fatto perso 2 anni, dobbiamo rimettere in ordine cio che abbiamo dovuto sospendere operando una nuova pianificazione. Come tutti sanno vi è una situazione di carenza personale complessiva, non solo sanitaria, ma territoriale, amministrativa. L’aumento del disagio giovanile è impressionante. Siamo impegnati in una visione multidisciplinare e multisettoriale che crei dei percorsi personalizzati per le categorie fragili. La Regione Veneto nei prossimi 6 anni dedicherà il 30% dei fondi FSE al sociale, famiglia, anziani e disabili che andranno a unirsi alle altre misure tra cui quelle del Pnrr». Insiste anche l’onorevole Zampa sulla occasione straordinaria del Pnrr per mettere in campo risorse e in particolare per la costituzione capillare di “case delle comunità”. È, per l’onorevole, la soluzione al disagio, il luogo di integrazione socio sanitaria per le famiglie, i giovani, gli anziani. «I comuni da questo punto di vista - conclude Paolo Rigon - devono far sentire la propria voce. Sono le Ulss incaricate a mettere in campo le risorse per potenziare e aumentare i consultori familiari per presa in carico dei minori e le famiglie in difficoltà. Sono determinanti poi le competenze dei sindaci con il Piano di Zona di prossima approvazione».

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