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Lo stabilimento Bonollo

Lo stabilimento Bonollo

Distilleria Bonollo, la commissione ambiente di Conselve chiama in causa la Provincia sul pericolo inquinamento

Dopo l'incidente del 6 gennaio con lo sversamento di materiale melmoso nei campi adiacenti la distilleria, caso non isolato secondo i cittadini, anche l'Arpav ha intensificato i controlli

Il quartiere Donatori di Sangue di Conselve si trova a meno di cento metri dallo stabilimento dell'azienda Bonollo, famosa in tutto il mondo per le sue grappe. Un'azienda storica e importante ma che a Conselve è molto discussa per via dei fumi e delle polveri che si liberano nell'ambiente e che, a detta delle stesse persone che ci abitano, arrivano da lì. E i cittadini sono molto preoccupati. 

Testimonianze

Al Bar del quartiere ci sono almeno una dozzina di persone che raccontano più o meno tutti le stesse cose e ci tengono a mostrare un particolare: «Le pareti che danno sulla strada, quelle che sono rivolte verso lo stabilimento, sono completamente annerite. Le altre, quelle che danno sull'interno, invece no. Eppure sono state dipinte negli stessi giorni. Non pare strano anche a voi?». Parla così un uomo di Conselve, che, come tanti suoi concittadini, è molto preoccupato per la propria salute. Un signore un po' più anziano dice: «E' una lunga storia che va avanti da troppi anni, vogliamo sapere cosa respiriamo. Lo devo ai miei nipoti prima di tutto. E non è solo di queste case che parliamo, l'aria irrespirabile e le poleveri arrivano fino ai comuni vicini». 

Salute

Una giovane mamma spiega: «Lo stabilimento, la ciminiera, si trovano a cinquecento metri da scuola e ospedale. Siamo certi che è così salutare?  E l’odore? Noi ci svegliamo di notte da quanto è forte». Un'altra signora racconta: «I mesi che hanno preceduto il Natale sono stati difficilissimi, il fumo arrivava sulle case, ci sono video filmati dai cittadini che lo dimostrano. L'attività, la produzione al massimo e ci ritrovavamo ogni mattina con una strana polvere nera sulla superficie di ogni cosa, senza dimenticare l'odore fortissimo, la puzza che si sentiva».

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La convivenza tra la importante azienda, ancora saldamente in mano della famiglia di cui porta il nome e la gente di Conselve non è quindi facile. I vertici aziendali sono stati invitati, sia al al consiglio comunale straordinario del 7 novembre, che, i primi di dicembre, in prefettura. In nessuno dei due casi si sono presentati, anche se poi, il 15 dicembre scorso, sono stati ricevuti dal Prefetto Franceschelli, che abbiamo raggiunto al telefono: «Al tempo - ci spiega al telefono - per le informazioni che avevamo a disposizione, non c’erano certo gli estremi per nessun tipo di azione, che è comunque di competenza della Provincia, perché Asl e Arpav escludevano ci fosse alcun pericolo per la salute. Se oggi le cose sono cambiate e ci sono elementi per dire qualcosa di diverso, si agisce di conseguenza. Nell’incontro del 15 gennaio con i vertici aziendali, ho trovato persone molto disponibili a qualunque miglioria per evitare alla popolazione fastidi che sono comunque evidenti».

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A inizio anno c’è stato però l’episodio, non nuovo a detta dei cittadini che abbiamo incontrato, dello sversamento di materiale melmoso dalla distilleria al vigneto. È successo il 6 gennaio, giorno dell'Epifania: il fatto è stato segnalato all'Arpav, prontamente intervenuta sul posto per le indagini, appurando che il materiale proveniva (causa tracimazione) dalle vasche di depurazione della ditta. Verificata la proprietà del terreno, è stata attivata da parte della ditta - causa dello sversamento - la procedura per la messa in sicurezza di emergenza mediante l’aspirazione del liquido melmoso. Quattro filari delle viti che si trovavano nel campo sono state immediatamente espiantate.

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Si è quindi riunita nella giornata di lunedì 14 gennaio la commissione straordinaria ambiente del comune di Conselve. Istituita da fine novembre e creata ad hoc per affrontare questo problema. Un’alleanza trasversale che va dall'area del Pd al M5S, fino ad arrivare al centro destra. E' composta dal vicesindaco Antonio Ruzzon, l’assessore all’ambiente Anita Magagna e i rappresentanti delle opposizioni: Andrea Zanetti, che della commissione è il presidente, Tamara Lazzarin, Beniamino Benetazzo e Fabio Cosmi. Si è deciso di chiedere il pronto intervento della provincia e che la stessa, in tempi rapidi, controlli tutti i permessi per quest’azienda che, fanno notare in commissione alcuni consiglieri d’opposizione, «sta lavorando da anni utilizzando delle semplici autocertificazioni». Entro 15 gg l’azienda dovrebbe poi, per precedente ordinanza del sindaco Alberta Boccardo, risolvere le criticità che hanno causato versamenti: «Non sono affatto d'accordo sulle campagne allarmistiche sui social, noi qui si ragioni sui fatti e ad atti. Inutili allarmismi, ripeto, non giovano a nessuno», ci ha spiegato al telefono la prima cittadina di Conselve. 

Arpav

Contattata anche l’Arpav, ci spiegano come stanno procedendo: «Attività sono ancora in corso. C’è la parte di monitoraggio con il mezzo mobile che misura la qualità dell’aria e con dei campionatori passivi, gli odori. Presso un’abitazione è stato messo un campionatore ad alto volume per rilevare le polveri e serve anche nel caso in cui vengono percepiti degli odori intensi o inusuali. Lo stesso cittadino può segnalarlo direttamente, c’è del personale che è pronto a intervenire per verifiche immediate e puntuali. Entro fine mese sarà conclusa la raccolta dei campioni che andranno poi in laboratorio». E’ Alessandro Benassi il direttore dipartimento di Padova, insediatosi dall’estate scorsa dopo l’esperienza di dirigente nel settore ambiente della Regione: «I controlli sono sempre stati fatti», ci fa sapere.

Cittadini

«I cittadini - spiega Stefania Mastellaro, cittadina di Conselve che si è fatta portavoce del malcontento delle famiglie del posto - sono molto spaventati, non c’è che dire. Un problema che si trascina da anni e che deve trovare una soluzione. La qualità dell’aria, le polveri nere che si appoggiano ovunque non possono che preoccupare. Lo abbiamo testimoniato in questi mesi, con video e fotografie, affinché si venisse a sapere cosa succede qui. Siamo semplici cittadini, non siamo comitati o gruppi legati a partiti. Siamo semplicemente cittadini che hanno a cuore la loro salute e quella dei loro cari».

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