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Distretto del lusso, "Tutta nostra la città" critica il progetto: «Di chi è davvero Padova?»

«Non crediamo di essere troppo maliziosi se pensiamo che alla rigenerazione pedonale del parcheggio di Piazza Insurrezione l'amministrazione farà corrispondere la costruzione, contro tutti i vincoli e lo stesso Piano dei Interventi, di un costoso parcheggio definitivo nell'area dell'ex Caserma Prandina»

Torna a far parlare di sé il "Distretto del lusso", progetto pensato dal Comune di Padova e da Ascom Confcommercio Padova che nasce dalla volontà di rilanciare e valorizzare un'area molto importante del centro storico: l'idea prevede una cornice di interventi che permetta di sviluppare un ambito che sia riconoscibile e attrattivo, da via Santa Lucia a Piazza Insurrezione e Galleria Borromeo, da via San Fermo fino a Piazza Garibaldi

Distretto del lusso

A dire la sua è il movimento politico di sinistra "Tutta nostra la città": «Da qualche tempo si parla del cosiddetto triangolo del lusso, che riguarderebbe la zona di Via S Fermo, Via E Filiberto, Via Verdi e una Piazza Insurrezione pedonalizzata non tanto per far fronte a problemi di inquinamento, quanto per essere al servizio del distretto di cui sopra e di un investimento sul palazzo ex INPS che lo riconverta a polo del lusso. Non crediamo di essere troppo maliziosi se pensiamo che alla rigenerazione pedonale del parcheggio di Piazza Insurrezione l'amministrazione farà corrispondere la costruzione, contro tutti i vincoli e lo stesso Piano dei Interventi, di un costoso parcheggio definitivo nell'area dell'ex Caserma Prandina. In questo modo, un centro ormai completamente centrificato, in cui ci si limita a comprare, bere e mangiare, servirà le auto che vogliono raggiungerlo, forse a beneficio dei commercianti, certo non di una cittadinanza che vive fra cemento e un inquinamento oltre le soglie, talora in quartieri desertificati e poco connessi, che andrebbe in centro per fare qualcosa di diverso dallo shopping compulsivo. Ancora una volta ci domandiamo a chi appartiene la città, con il suo centro e i suoi quartieri. È di chi può spendere uno stipendio nei luxury shops delle zone affluenti, è un luna park per turisti della domenica, è della speculazione che si veste da riqualificazione oppure dei cittadini e dei loro bisogni di un ambiente vivibile, servizi, cultura e socialità non costose? Il modello di rigenerazione del centro che viene avanti, conferma che la direzione seguita dall'amministrazione e dai poteri che contano in città si declina sui bisogni di una sola parte dei cittadini e non su priorità di interesse generale che sono ben altre, in una Padova sul podio per tassi di inquinamento, che rischia di svuotarsi di 50mila residenti nei prossimi 20 anni, e nella quale il diritto a servizi e beni comuni, a dispetto delle petizioni di principio, non è adeguatamente tutelato».

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