Donazzan, è caos. Zaia: «L'assessore deve scusarsi». Opposizione, sindacati e mondo della scuola: «Dimissioni»

Ospite della trasmissione radiofonica, La Zanzara, ha cantato in diretta Faccetta Nera manifestando ancora una volta le sue simpatie per il ventennio: «Se mio zio militare avesse vinto staremmo vivendo un'altra storia», ha anche dichiarato

Un polverone, e non è neppure la prima volta. A scatenarlo ancora una volta è l’assessore all’istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, che ospite della trasmissione radiofonica La Zanzara ha cantato in diretta "Faccetta Nera" manifestando ancora una volta le sue simpatie per il ventennio: «Se mio zio militare avesse vinto staremmo vivendo un'altra storia», ha anche dichiarato. 

Scuse

Il brano simbolo della propaganda fascista cantato da un esponente delle istituzioni non poteva che mettere in imbarazzo anche la Regione, tanto che il Presidente  Luca Zaia, durante il consueto punto stampa dalla sede della Protezione Civile di Marghera, a domanda diretta sulla faccenda ha risposto così: «L’assessore si deve quantomeno scusare. Faccetta Nera - ha sottolineato il Presidente Zaia - riprende purtroppo un momento buio della nostra storia, è inevitabile che molte persone sentano urtata la loro sensibilità di fronte a un episodio come questo. Stiamo parlando del periodo delle leggi razziali, del colonialismo, della condizione femminile in quei territori e tutte le conseguenze che conosciamo. Conoscete le mie idee, penso che siano doverose le scuse».

Istituzione

Dal canto suo l’assessore Donazzan si difende usando come scudo la libertà di pensiero e anzi contrattacca affermando di aver subito tantissime offese. Donazzan non è nuova a queste uscite e alla trasmissione di Cruciani e Parenzo ha già partecipato e conosce benissimo il meccanismo. Per qualsiasi motivo è stata chiamata dai due conduttori, dopo poco si è sempre arrivati a parlare dei sentimenti nostalgici della Donazzan e dei trascorsi dello zio nella Repubblica Sociale di Salò contrapposto alle drammatiche vicende che invece hanno coinvolto la famiglia di David Parenzo e tanti ebrei padovani, veneti e italiani. Il gioco sembra funzionare visto che tutta Italia ne sta parlando. Ma un conto sono i due conduttori che beneficiano di clamore mediatico che alimenta l’attenzione su una trasmissione che ha continuo bisogno di eccessi, un altro è l’assessore all’istruzione della Regione Veneto.

Indignazione

Il Pd compatto ha immeditamente chiesto le dimissioni dell'assessore. L’eurodeputata Alessandra Moretti Pd ha fatto riferimento a quanto accaduto negli Usa, a Capitol Hill per rincarare la dose: «Prima di vederla entrare in consiglio regionale vestita di pelli e con le corna di bufalo, preghiamo il presidente a ritirarle ogni delega. La sciamana nera, al secolo Elena Donazzan, nega volontariamente la più elementare verità storica e si esibisce, orgogliosa, in diretta radiofonica cantando, senza vergogna, “Faccetta Nera”. Quando poi mette sullo stesso piano ‘Bella Ciao’ e il canto fascista facendone “solo una questione di gusto”, aggiunge vergogna a vergogna. Profumatamente pagata con i soldi dei contribuenti la sciamana negazionista storica gestisce tutti i fondi della formazione impiegati dal Veneto ed erogati dall’Europa. Il presidente veneto a questo punto – conclude Moretti riferendosi al Presidente Zaia – o le ritira le deleghe, oppure condivide la posizione fascista della sua assessora».  Anche il Veneto che Vogliamo ha espresso indignazione per l’accaduto: «Questo clima di intollerabile revisionismo - sottolinea la nota - che ha ormai sdoganato il fascismo manifesto di una figura istituzionale è il simbolo di una regressione culturale e civile. Che tipo di scuola ha in mente Donazzan, sempre che fra una canzonetta fascista e l'altra possa avere spazio per occuparsi di scuola, forse ha in mente quella del ventennio quando gli insegnanti che non erano fascisti venivano licenziati?». 

Studenti e sindacati

Si sono fatti sentire in tanti, un coro monocorde che chiede le dimissioni. Oltre ai partiti, dal Pd a Più Europa passando per tante liste civiche compreso Il Veneto che Vogliamo che ne contiene diverse da tutta la Regione, anche i sindacati hanno manifestato imbarazzo per l’uscita dell’assessore Donazzan. Oltre ai sindacati dei lavoratori, come la Cgil, anche quello degli studenti si è fatto sentire. Pietro Notarnicola, coordinatore dell'UDU Padova: «Questa è l'ultima goccia, abbiamo sopportato anche troppo in questi anni, dai continui tentativi di revisionismo nelle scuole superiori con fumetti di dubbia veridicità alla partecipazione a diverse iniziative insieme a Casapound. Il tutto mentre il Diritto allo Studio della nostra Regione è al collasso per causa sua. La giunta regionale tutta, a partire dal governatore Zaia, dovrebbe chiedere scusa e far dimettere seduta stante l'assessora Donazzan. Non ci siamo mai sentiti rappresentanti da chi preferisce investire in presepi e fumetti revisionisti piuttosto che in reali interventi sul diritto allo studio, e tanto meno da chi canticchia serenamente 'Faccetta nera'. Come studenti e studentesse chiediamo le dimissioni della Donazzan».

Valdobbiadene (TV). Commemorazione dei “marò” del Battaglione N.P. della X Mas. Foto senza data né didascalia, tratta da “Littorio”, periodico della Federazione R.S.I. di Treviso, n.7, luglio-settembre 2010-2

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