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Un'emergenza chiamata "cinghiali": sopralluoghi nelle aziende agricole dei Colli Euganei

Compiuti dall'università di Padova grazie a uno studio del professor Paolo Tarolli: "Individuate 260 aree danneggiate nel 2017, alto rischio di erosioni e smottamenti"

Uno scrupoloso monitoraggio. Dopo i rilievi effettuati nel 2017, lo studio sull’impatto ambientale dei cinghiali sui Colli Euganei, avviato dal Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova, entra in queste settimane nella seconda fase coinvolgendo aziende agricole del territorio grazie alla collaborazione con Coldiretti Padova, che ha permesso la realizzazione del progetto.

“Erosioni e smottamenti causa cinghiali”

Lo studio è coordinato dal professor Paolo Tarolli, docente di idraulica agraria presso l'Università di Padova. La prima campagna di rilievi, effettuata durante l'estate e autunno 2017, ha portato alla realizzazione della tesi magistrale del Dott. Forestale Luca Mauri, il quale ha ripreso i sopralluoghi e le misurazioni in diverse aziende agricole dei Colli Euganei, a partire dalla zona di Cinto e Baone. I rilievi proseguiranno sino a ottobre 2018. “Lo scopo del lavoro è geolocalizzare - spiega il prof. Tarolli -  i punti interessati da evidente degrado del suolo dovuto a cinghiali. Il deterioramento del terreno causato dai cinghiali potrebbe provocare l’attivazione di fenomeni di dissesto più o meno severi,come erosione e smottamenti. Il deflusso superficiale dell’acqua, infatti, durante eventi meteorologici particolarmente intensi, può concentrarsi lungo percorsi preferenziali (come i camminamenti e le buche scavate dai cinghiali), aumentando in questo modo l’instabilità superficiale. Per la prima volta stiamo mettendo a punto una mappa dettagliata dell'erosione del suolo causata da cinghiale, che può essere di utilità nella pianificazione di interventi per la manutenzione del territorio. Pensiamo ai danni provocati dai cinghiali in prossimità dellestrade dell’area collinare. Sapere con precisione che a tot metri da quella determinata strada potrebbe attivarsi, durante precipitazioni intense, un fenomeno di dissesto (come una frana) a seguito di una buca scavata da cinghiale, faciliterebbe interventi di sistemazione mirati ed efficaci. Il sistema di rilievo sperimentato è a basso costo e particolarmente efficace per lo studio del fenomeno e la sua prevenzione. Lo scorso anno abbiamo individuato oltre 260 aree danneggiate; per ciascun punto sono stati effettuali più di 20 misurazioni della profondità di suolo scavato, per un totale di oltre 6.500 misurazioni. In questo modo è stato possibile determinare la profondità media di suolo degradato, che va da un minimo di alcuni centimetri ad un massimo di oltre un 1 metro, e il potenziale volume medio di suolo rimosso, compreso tra 1 e 10 metri cubi circa”.

“Emergenza, serve la collaborazione delle istituzioni”

Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova, ricorda che “l’obiettivo comune è tutelare un territorio particolarmente sensibile come quello dei Colli Euganei, in cui la presenza dell’uomo e dell’attività agricola caratterizza e qualifica il paesaggio. Abbiamo cercato di slegare il problema dell’impatto dei cinghiali da una visione concentrata sull’agricoltura e lasciare il campo agli esperti per avere dati certificati, che non possono essere confutati e che ci possono aiutare a risolvere un problema della collettività e dell’ambiente dei Colli Euganei”. Coldiretti Padova chiede inoltre la collaborazione dei sindaci e delle istituzioni per tenere alta l’attenzione su una emergenza che ha delle evidenti conseguenze ambientali: “Vorremmo che tutta la comunità condividesse una situazione che finora ha gravato sulle spalle degli agricoltori, - conclude Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova - i quali non mancano di manifestare tutta la loro esasperazione. Chi vive di agricoltura conosce bene l’entità del degrado del suolo, un fenomeno che ora viene certificato dalla ricerca scientifica dell’Università. Intanto non deve fermarsi il piano di abbattimento avviato lo scorso anno proprio per mettere un freno alla proliferazione dei cinghiali, ancora presenti a migliaia nei Colli Euganei e in altre zone della provincia”.

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