Epilessia, le otto regole d'oro arrivano anche a Padova sui cartoni Lattebusche

Nella provincia euganea sono quasi ottomila le persone colpite da epilessia: la nuova campagna sfata i falsi miti e spiega come agire in caso di crisi. Giordani: «Un segnale di civiltà»

Antonio Bortoli, direttore Lattebusche, e Stefano Bellon, presidente Aice Veneto, alla presentazione del progetto a Palazzo Moroni

Facile come bere un bicchiere d'acqua. Anzi, di latte. Rendere più semplice affrontare una crisi epilettica: questo è l'obiettivo della collaborazione fra Aice (Associazione italiana contro l'epilessia) Veneto, Lice (Lega italiana contro l'epilessia) e Lattebusche. A Padova ne soffrono quasi 8mila persone.

Stop agli stereotipi

La cooperativa con sede a Busche (Belluno), da oltre 60 anni attiva nel settore lattiero caseario, darà il via a una duplice campagna di sensibilizzazione sull'epilessia. Una patologia molto comune: colpisce mezzo milione di persone in Italia, con 30mila nuovi casi l'anno. E nel Veneto a soffrire di epilessia sono 40mila persone. Un qualcosa di comune, ma che ancora soffre di stereotipi duri da sradicare, essendo trattata come una malattia oscura, da nascondere. Non per Lattebusche: da dicembre a maggio nei punti vendita Bar Bianco campeggeranno dei cartelloni che riportano le otto regole da seguire in caso di crisi epilettica. Una campagna di affissioni che raggiungerà così almeno 1,5 milioni di persone. Non solo: in occasione della giornata mondiale dell'epilessia –l'11 febbraio, 300mila cartoni Lattebusche (fino a esaurimento) riporteranno su un lato le stesse regole. E l'impegno della cooperativa non finisce qui: le regole saranno stampate anche su oltre 100mila volantini pubblicitari che saranno distribuiti, anche in questo caso, fino a maggio.

I ringraziamenti di Giordani

«L'epilessia è una malattia attorno alla quale c'è ancora molta diffidenza e paura» ricorda Sergio Giordani, sindaco di Padova . «Un atteggiamento del tutto ingiustificato ma che si ripercuote negativamente sulle persone colpite. Questa campagna di sensibilizzazione è innanzitutto un segnale di civiltà, perché vuole cancellare lo stigma sociale che accompagna la malattia dandone una corretta conoscenza, ed è anche un importante strumento di informazione per chi si trova a fianco di un malato nel momento di una crisi. Ringrazio quindi Lice e Aice Veneto per questa iniziativa ed in particolare Lattebusche per la sensibilità sociale dimostrata nel collaborare in modo così importante a questa campagna».

La parola ai partecipanti

Oriano Mecarelli, presidente Lice ed epilettologo: «È essenziale investire su due fronti, culturale e scientifico». «La crisi epilettica è la prima causa di chiamata al 118 da parte delle scuole» aggiunge Stefano Bellon, presidente Aice Veneto. «Quattro casi su cinque si risolvono autonomamente o con la somministrazione di un farmaco. Per questo sensibilizzare è fondamentale». «Lattebusche persegue i valori della cooperazione e li ha fatti propri come capisaldi» dichiara il direttore generale Antonio Bortoli «Al centro del nostro progetto c'è la sicurezza del consumatore, garantita da oltre 500mila controlli all'anno e dall'utilizzo esclusivo di materia prima proveniente dalle aziende agricole dei nostri soci allevatori. Ne consegue l'importantissimo sostegno dato alla filiera agricola locale e l'impegno per la sostenibilità. Da sempre cerchiamo di intraprendere iniziative che diano valore al territorio e che siano utili anche alle persone che ci vivono».

Dati e falsi miti sulla malattia

«Ci sono dei messaggi di salute che vale la pena ricordare a tutti» afferma Francesca Russo, direzione prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria Regione Veneto –«Prima di tutto: adottare uno stile di vita attivo. L'attività fisica nella quotidianità o lo sport hanno effetti positivi neurologici, medici e psicosociali nelle persone con epilessia in quanto possono ridurre la frequenza delle crisi e la depressione. È utile evitare alcol e nicotina, sostanze tossiche che creano dipendenza, ma soprattutto voglio sgombrare il campo da dubbi: le vaccinazioni non causano né aggravano l'epilessia. Le persone clinicamente stabili che soffrono della patologia possono essere vaccinate in tutta sicurezza».

Le otto regole

Ma come si affronta una crisi epilettica? Basta ricordare otto regole di semplice applicazione. Prima di tutto, la persona colpita dalla crisi non va immobilizzata, ma girata su un fianco. Vanno quindi tolti occhiali e allentati indumenti stretti. Non bisogna mettere niente in bocca, per evitare problemi al paziente (e a se stessi in caso di chiusura rigida). È essenziale evitare confusione: meglio non ci siano persone attorno. Infine, e soltanto a crisi conclusa, si può offrire aiuto. 

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I numeri in Veneto

In Veneto l'epilessia colpisce 40mila persone, così suddivise per provincia: Padova 7.680, Verona 7.520, Treviso 7.200, Vicenza 7.040, Venezia 6.960, Rovigo 1.920, Belluno 1.680. L'iniziativa coinvolge attivamente anche il comune di Padova, ed è stata presentata in un incontro istituzionale con le testimonianze di persone colpite da epilessia. Continua così l'opera di sensibilizzazione che ha visto, il 9 e 10 febbraio scorsi, Padova al centro del convegno nazionale "Update in epilettologia". 

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